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La politica italiana nel "kaos"

Dal Pdl al Pd, da Grillo a Casini, ci avviciniamo alle elezioni del 2013 in pieno stato confusionale

I deputati a Montecitorio (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

"Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato" Così Karl Kraus.

Peccato che il grande scrittore, scomparso nel 1936, non abbia potuto vedere le ultime schermaglie della politica italiana, altrimenti avrebbe scritto sicuramente qualcosa di diverso. Il Kaos che lui auspicava, noi lo viviamo da almeno 20 anni ma mai come in questo momento si può dire, citando sempre l'ottimo Karl "quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto dei giganti"

E allora vale la pena passarli in rassegna questi giganti della nostra classe Politica. In prima fila svetta Pier Ferdiando Casini che con un colpo di grande genio e attraversato da una forte passione di rinnovamento toglie il suo nome dal simbolo dell'Udc  - incredibile dictu - e inserisce la parola ITALIA. Tranquilli lo scudo crociato rimane e anche Cesa è  sempre il segretario, anche se in pochi se ne sono accorti.
Intanto, il marito della signora Caltagirone, arruola pure l'ex presidente di Confindustria Emma Marcecaglia, continua le sue lodi sperticate nei confronti del Governo Monti e dice che non fara' mai alcuna alleanza con Vendola.

Il Pdl confida nel ritorno del grande leone settantaseienne Silvio Berlusconi, anche lui intenzionato a rottamare il nome del partito e arrabbiato con il non più giovane democristiano Casini perché gli ha fregato l'idea di mettere nel simbolo la parola Italia. Intanto i colonnelli del partito scalpitano e litigano tra loro. Alfano, il leader che e' durato meno di Papa Luciani, e' sparito in attesa di tempi migliori e i grandi vecchi del partito Cicchito e La Russa lavorano alla loro ricandidatura.

Sul fronte opposto, non brilla certo il sole. Il Pd però vive uno dei momenti forse più luminosi dalla sua fondazione: con le litigate di questi mesi dimostra almeno di esistere.

Il giovane Renzi, novello Caron Dimonio, vorrebbe traghetttare il partito verso la modernità e quindi se la prende con Veltroni, D'Alema, Bersani, Bindi e tutto lo storico establishment del partito.
Da domani inizia il suo tour per l'Italia con il camper e saranno fuochi d'artificio. Il sindaco di Firenze vorrebbe delle primarie vere, con il sangue che scorre tra candidati, confronti serrati in tv e vero rinnovamento. Bersani mordicchia nervoso il suo sigaro e rassicura"non dobbiamo dividerci". I giovani Turchi (Orfini e Fassina) hanno una visione dell'economia e del partito più simile a Sel mentre i lettiani immaginano un partito che si presenti alle elezioni con al centro l'agenda Monti.
Bersani intanto continua a ripetere:" non dobbiamo dividerci!"

C'e' qualcosa di davvero comico in tutto questo ma mai quanto quello che sta avvenendo nel Movimento 5 stelle, dove il duo Grillo-Casaleggio, tenta di arginare lo tsunami Favia. Per la prima volta il comico genovese rischia di prendersi una sonoro "Vaffa", espressione spesso presente nei suoi comizi, da parte dei militanti del suo stesso movimento.
Il consigliere dell'Emilia Romagna, tanato dalle telecamere di Piazza Pulita, si lancia in un violentissimo j'accuse nei confronti del duo, e in rete scoppia la bagarre. Vincerà il giovane rivoluzionario Favia che chiede più democrazia all'interno del movimento o la ditta Grillo/Casaleggio spa?

Tra le comiche della settimana c'e' pure da segnalare la discesa in campo di Vittorio Sgarbi (da yuo tube "la rivoluzione siciliana di Cateno de Luca-intervento del prof Sgarbi) con il suo "Partito della Rivoluzione" e le ambizioni politiche dell' ex direttore del Tg 4 Emilio Fede con il  movimento "Vogliamo Vivere" .
Il noto giornalista Tv, pur di non stare a casa con la moglie (la Senatrice De Feo) a godersi la liquidazione di Mediaset, si lancia in questa nuova avventura politica con un programma piuttosto ambizioso: "il mio, dice, sarà un movimento di opinione. Non voglio che il centro destra finisca nelle mani della Santanche. La gente mi incoraggia e ho già depositato il marchio a Como" Vaste programme, come direbbe De Gaulle

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