Riflessioni su Sallusti e primarie Pd

PRIMARIE: Un’occasione persa. Seguiremo ancora il consiglio di Montanelli e, turandoci il naso, sceglieremo l’altra faccia del vecchio che resiste. CASO SALLUSTI: Alessandro Sallusti mi sta cordialmente sulle balle. Se la batte, di par suo, con Marco Travaglio per la …Leggi tutto

PRIMARIE: Un’occasione persa. Seguiremo ancora il consiglio di Montanelli e, turandoci il naso, sceglieremo l’altra faccia del vecchio che resiste.

CASO SALLUSTI: Alessandro Sallusti mi sta cordialmente sulle balle. Se la batte, di par suo, con Marco Travaglio per la palma di colui che nel mondo del giornalismo riesce a coagulare le maggiori antipatie, non solo dei detrattori per cosi’ dire, naturali per collocazione ideologica. Per entrambi i connotati sono quelli giusti: la spocchia adeguata, la mancanza di senso del limite evidente, il narcisismo assoluto. Li accomunano anche le frequentazioni eccellenti con altri campioni di umana repulsa. Il Travaglio a dividere ombrelloni turchi con Ingroia, Sallusti lettoni imperiali e struscio a Courmayeur con Garnero gia’ Santanche’. Li archivierei entrambi nel libro degli incommentabili e anche il teatrino di arresti ed evasioni del Sallusti mi lascerebbe discretamente indifferente. In fondo chi di Betulla ferisce in ceppi finisce.

Se non fosse che la telefonata che ho ricevuto oggi da uno dei miei amici piu’ cari che ha la fortuna o la sfiga, dipende dai punti di vista, di fare per mestiere il capo redattore al Giornale mi ha lasciato basito.Nelle sue parole e nei suoi toni ho percepito lo smarrimento, lo sconcerto e anche la sensazione di avere subito una violenza nel vedere la polizia interrompere la riunione di redazione per porre in vincoli il Direttore.

Un paese che riconosce una extraterritorialita’ di fatto a Universita’, sedi di partito o di sindacato, luoghi di culto o, piu’ semplicemente, centri sociali occupati nel nome della libera espressione di pensiero e creativita’, in questo stesso paese si e’ritenuto normale “violare” una redazione, i suoi riti quotidiani, le sue persone che, comunque la si voglia vedere, formano e rappresentano una quota dell’informazione italiana.

Per non dire di chi, in altre testate, si e’ esercitato in maliziose descrizioni della “prigione dorata” con un crescendo di volgarita’ che mi hanno riportato alla mente i sillogismi berlusconiani sulla Bindi. Una brutta pagina, non solo e non tanto per il soldato Sallusti che ha scelto di combattere la sua battaglia e che in battaglia, come tutti i soldati, puo’anche morire. Una pagina nera, l’ennesima, di una politica inconcludente e di un governo tecnicamente algido. Una pagina che non sara’ semplice archiviare e che ci ha regalato un altro dei primati in europa di cui faremmo volentieri a meno. E, nel mentre, de Bortoli twittava della nuova legge inglese sulla liberta’ di stampa….

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