Lettera al Presidente della Camera, Gianfranco Fini

“Egregio presidente Fini, premetto di avere osservato in anni trascorsi con occhio tutt’altro che malevolo la sua azione politica e quando questa, spinta da una “deriva” liberale ha contribuito a sdoganare la destra italiana da una certa storia e dal …Leggi tutto

“Egregio presidente Fini, premetto di avere osservato in anni trascorsi con occhio tutt’altro che malevolo la sua azione politica e quando questa, spinta da una “deriva” liberale ha contribuito a sdoganare la destra italiana da una certa storia e dal pregiudizio, ne ho tratto sensazioni di condivisione. E’ per questo che oggi, mestamente, La invito da cittadino qualunque
, a trarre le conclusioni che riterra’ piu’ idonee rispetto ad una situazione di innegabile imbarazzo istituzionale in cui e’ incorso. Perche’ presidente Fini, creda, delle due l’una: o lei era consapevole dei traffici poco commendevoli di quella che definisce “la famiglia” ed allora le conclusioni dovrebbero essere scontate; ovvero non ne sapeva nulla. Ma in questo secondo caso la sua immagine patirebbe un marchio da sprovveduto che poco si attaglia a chi ricopre la terza carica dello Stato. Perche’ se “a sua insaputa” moglie e cognato avessero ordito questa bagatella con i beni del partito, sarebbe incorso in una culpa in vigilando intrafamiliare difficilmente scusabile. Lei si ostina a rimanere ed a rimettersi al giudizio degli elettori. E’ una sua legittima facolta’. Mi auguro, nel suo interesse e nell’interesse della sua passata storia politica, non sia l’abbrivio verso un attracco definitivo che la lascera’ senza eredita’ d’affetti nella gente. Distinti saluti. suo I.S. “

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