Le dimissioni di Terzi, i marò, ed altri pasticci

Le tardive e, a questo punto, inutili dimissioni del ministro Terzi affondano nella matrice comportamentale propria dei grigi burocrati e grand commis di Stato. Le parole di prammatica infarcite di una retorica algida e protocollare che ha pronunciato, piu’ che …Leggi tutto

Le tardive e, a questo punto, inutili dimissioni del ministro Terzi affondano nella matrice comportamentale propria dei grigi burocrati e grand commis di Stato. Le parole di prammatica infarcite di una retorica algida e protocollare che ha pronunciato, piu’ che una sincera presa d’atto dei propri fallimento ed incapacita’, sono suonate come un tentativo di salvare il salvabile personale. Di provare a saggiare la strada di una exit strategy che consenta al parruccone de quo una futura agibilita’ politica. Ed e’ parso chiaro ai piu’ quanto egli anteponesse il proprio particulare ad un sincero disagio per i due militari ostaggio di uno stato “canaglia” (cit.). Il ministro della difesa che pure ha delle responsabilita’ evidenti nella peggior esibizione di sempre della diplomazia nostrana, forse ricordandosi di essere anche un ammiraglio, ha preferito, prosaicamente, non abbandonare la nave. Almeno non potra’ essere tacciato di schettinismo…
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