Le banane alla Kyenge, la Milano di Pisapia

Come abbia potuto il principe dei decerebrati eludere il solitamente impeccabile e nerboruto servizio d’ordine del PD e lanciare una paio di banane all’indirizzo del ministro Kyenge non e’ dato sapersi. L’effetto invece e’, purtroppo, sotto gli occhi di tutti: …Leggi tutto

Come abbia potuto il principe dei decerebrati eludere il solitamente impeccabile e nerboruto servizio d’ordine del PD e lanciare una paio di banane all’indirizzo del ministro Kyenge non e’ dato sapersi.

L’effetto invece e’, purtroppo, sotto gli occhi di tutti: far gridare ancora al paese razzista che non siamo nel tentativo di accreditare il tema come una priorita’, del pari alla legge sull’omofobia.

E’ un dato di fatto che dalle iniziative balzane di pochi derivi una pelosa generalizazione funzionale, per taluni, ad invertire l’ordine delle priorita’. Ecco, cosi’, che ius soli, gay pride, matrimoni ed adozioni di coppie omosessuali soppiantano nel dibattito politico temi di ben altra rilevanza per il paese.

La trasposizione su base locale di tutto questo e’ ben rappresentata dal rivoluzionario gentile di Milano. Giuliano Pisapia alcuni giorni fa ha esemplificato i risultati della sua amministrazione citando il registro delle unioni civili che, nei fatti, e’ poco piu’ di un album dei ricordi.

Dovere ammettere che proclami a parte, Milano e’ una citta’ che non corre nemmeno a fronte di una spinta propulsiva come l’Expo non deve essere facile. Per molti anni il baratro economico e sociale e’ stato oscurato con mondiali di calcio e campagne acquisti estive per stordire le coscienze. Oggi che anche l’Inter e’ diventata indonesiana meglio inventarsi un ministero per l’integrazione con a capo un’oculista. Almeno evitera’ ai Borghezio l’estinzione della specie.

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