La Boldrini, le vittime ed i carnefici

L’ineffabile cittadina Boldrini, presidente della camera dei deputati pro tempore non ce la puo’ fare. Non riesce proprio a staccare la spina da quel cliche’ finto buonista, terzomondista radicalchiccheggiante che ne ha fatto l’icona della meglio gioventu’ in salsa vendoliana.…Leggi tutto

L’ineffabile cittadina Boldrini, presidente della camera dei deputati pro tempore non ce la puo’ fare. Non riesce proprio a staccare la spina da quel cliche’ finto buonista, terzomondista radicalchiccheggiante che ne ha fatto l’icona della meglio gioventu’ in salsa vendoliana.
L’uscita sulle “vittime che si trasformano in carnefici” ne costituisce, qualora ce ne fosse stato bisogno, l’ennesima, plastica dimostrazione.
Il relativismo cosmico a cui la graziosa ex funzionaria delle nazioni unite ispira ogni sua dichiarazione fa, ovviamente, torto a tutti coloro, oggi non sono pochi, che stanno riscoprendo il peso ed il valore delle scelte di campo tra cio’ che e’ bene e cio’ che e ‘ male, tra cio’ che e’ onesto e cio’ che non lo e’, tra cio’ che rientra nei confini delle leggi e cio’ che ne sta fuori.
Forse nella convinzione che tra i tanti messaggi che in quest epoca dove impera una retorica intrisa di demagogia, vengono quotidianamente veicolati ai nostri giovani, ce n’e’ uno che meriterebbe maggior profusione di energie: l’esigenza di riscoprire il piacere delle regole e della loro osservanza. Un cambio di passo culturale che, probabilmente, ci eviterebbe scene come quelle viste a Torino dove giovani innneggiavano allo sparatore di Roma o al vetusto concertone di piazza san Giovanni dove e’ andata in scena la dissacrante quanto idiota ostensione del preservativo.
La ricerca delle motivazioni di un gesto non dovrebbe mai confondersi ad un malinteso giustificazionismo. Sara’ il caso che la schiera di addetti stampa e portavoce recentemente assunti alla camera cerchi, prima o poi, di farlo intendere alla cittadina Boldrini.

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