Chi se ne frega del capitano La Rosa

Ieri alla camera dei deputati, il governo per bocca del ministro della difesa, riferiva sulla morte del capitano La Rosa in Afghanistan. Poteva essere un’occasione per informarsi, per capire, per esprimere un’opinione. Ma soprattutto per ricordare ancora una volta …Leggi tutto

Ieri alla camera dei deputati, il governo per bocca del ministro della difesa, riferiva sulla morte del capitano La Rosa in Afghanistan.

Poteva essere un’occasione per informarsi, per capire, per esprimere un’opinione. Ma soprattutto per ricordare ancora una volta un ragazzo di 32 anni che viveva con il sogno di aiutare gli ultimi, di cambiare il mondo almeno di qualche millimetro. Invece l’aula era deserta.

Tutti, ovviamente, impegnatissimi nel lavoro in commissione come frettolosamente ha inteso a precisare il vicepresidente Giacchetti che governava la seduta.

Al posto della cittadina Boldrini, anch’essa latitante. Forse impegnata a prepararsi alla prossima parata al gay pride tra ciprie, paillettes, culi e tette siliconate al vento. E’ questione sempre di priorita’. La morte di un ragazzo del sud con le piume al vento evidentemente non lo e’.

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