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Il vigneto di Venissa sommerso dall'acqua

Il titolare: "Un fatto unico al mondo che porta benefici alla qualità dell'uva"

Il vigneto di Venissa sommerso dall'acqua – Credits: Mattina Mionetto

L'acqua alta a Venissa, che in questi giorni ha sommerso la laguna di Venezia, ha dato luogo a un fenomeno unico al mondo. Il vigneto di uva Dorona, riscoperto di recente sull'isola di Mazzorbo, è stato sommerso dalla marea che ha raggiunto nella zona il metro e mezzo di altezza. "Abbiamo assistito a uno spettacolo unico al mondo" ha detto Gianluca  Bisol – fautore del progetto Venissa - le viti sembravano letteralmente nascere dall'acqua, specchiandosi sulla superficie della laguna. Quanto si è verificato qui  non ha paragoni con nessun'altro luogo al mondo ed è un evento che  resterà nella storia”.

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"Di solito - spiega il titolare del vigneto - non ci sono vigneti che vengono sommersi dall'acqua alta. Quello che invece è successo a Venissa porta dei fattori interessanti: l'acqua rilascia dei sali minerali, non in quantità eccessiva da danneggiare il vigneto, ma tanto da far arricchire il terreno. E questo fenomeno va a incidere sulla qualità dell'uva, sull'ampiezza della sua qualità aromatica e gustativa".

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Il progetto Venissa è un lavoro di recupero di un vitigno autoctono storico veneziano, al suo massimo splendore nel '400, che negli ultimi decenni stava scomparendo a causa dei cambiamenti democrafici ed economici. La produzione conclude Bisol è limitata, il terreno è grande un ettaro e la resa è la più bassa al mondo per un vitigno a bacca bianca. Offre quindi un vino molto pregiato".

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