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I Simpsons sono blasfemi, e la Turchia li multa

I celebri cartoni americani avrebbero ridicolizzato l'immagine di Dio, intento a servire un caffè al Diavolo

La celebre famiglia "gialla" di Springfield creata da Matt Groening (Credits: AP LaPresse)

I Simpsons sono blasfemi, parola di Ankara. Il paese della Mezzaluna ha inflitto una pesante multa alla celebre serie americana di cartoni per avere "offeso" Dio, o almeno la sua immagine in giallo.

La Commissione Suprema che vigila su radio e televisione in Turchia (la RTÜK) ha deciso che la CNBC-E, la rete che ha trasmesso la puntata incriminata dei Simpsons, dovrà versare 52.951 lire turche nelle casse dello Stato (più o meno 24mila euro). Tanto costa l'offesa al Padreterno, dipinto dalla famiglia degli omini gialli come un essere che scende a patti con il Diavolo e che, talvolta, ne subisce pesantemente l'influenza.

La RTÜK ha dichiarato che la multa è scaturita dal fatto che la puntata alla sbarra "ha ridicolizzato Dio, incoraggiando le giovani generazioni a esercitare violenza e mostrando assassini e criminali come se fossero agli ordini di Dio". Come se non bastasse, per la Commissione che vigila sul sistema radiotelevisivo turco i Simpsons avrebbero anche "incoraggiato i ragazzi a cominciare a bere durante le feste per il nuovo anno".

In puro stile Simpson, la serie più dissacrante, provocatoria e longeva della televisione americana, uno dei protagonisti della puntata avrebbe "abusato della debolezza di un credente per spingerlo a commettere degli omicidi". In più, nel cartone una copia della Bibbia viene data alle fiamme e sia Dio che il Diavolo sono disegnati con sembianze umane, mentre prendono un caffè (servito da Dio al principe del Male). Proprio su quel caffè la RTÜK non ce l'ha fatta a trattenersi ed è intervenuta con la multa.

La Turchia governata dal premier islamico Recep Tayyip Erdogan non è certo nuova a simili forme di censura. Oggi a pagare sono i Simpsons, ma prima di loro ci sono stati attori e attrici in carne ed ossa , che sono stati bacchettati dalla Commissione Suprema. A maggio la mannaia della censura islamica si è abbattuta su un gruppo di artisti, in seguito a un serial televisivo incentrato sulla figura di due assassini, braccati dalle forze dell'ordine.

Il primo ministro è sceso in campo personalmente, sostenendo che non è possibile trasmettere simili "oscenità" sulla televisione pubblica e ha minacciato di privatizzare il settore teatrale e culturale, mandando a casa centinaia di artisti, per assumerne di nuovi più vicini alle posizioni del governo.

Insomma, la censura sulla "blasfema" famiglia di Springfield è solo l'ultima in ordine cronologico e, visto l'andazzo in Turchia, prepariamoci ad assistere presto a nuove multe e restrizioni calate dall'alto, non solo nei confronti di innocui cartoni animati.

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