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I giovani: senza lavoro ma con l'iPhone 5

Perché a migliaia hanno dormito su un marciapiede per un apparecchio da (almeno) 729 euro

Primo cliente a Genova

Il primo cliente, nel negozio Tim nel centro di Genova, con il suo Iphone 5 appena acquistato. Passata la mezzanotte del 27 settembre, sono iniziate le vendite al pubblico. Genova, 28 settembre 2012 ( Credits: ANSA/ Luca Zennaro )

Toglietemi tutto ma non il mio telefonino! Lo diceva anche uno spot di qualche tempo fa "una telefonata allunga la vita" quindi non c'è' da stupirsi leggendo i dati Dell' ultimo rapporto di Confcommercio. Dal 2002 al 2008, gli anni clou della crisi economica, il comparto audio/video ha visto un incremento del 189%. Gli  italiani preferiscono tagliare altre voci ai bilanci familiari ma al telefono non si rinuncia.

La cosa ha, in fondo, una sua logica. Il cellulare, così come il computer, e' una "infrastruttura" strategica per tutti e quindi a che in periodo di recessione, il telefono rimane una delle cose essenziali da avere. La liberalizzazione delle tariffe e i bassi costi per comparsi un apparecchio nuovo di ultima generazione rendono quindi appetibile questo tipo di acquisto.

I sociologi meno disincantati mi sembra già vederli sul piede di guerra: "non hanno i soldi per il pane e comprano l'iPhone 5 di ultima generazione" come si spiega che giovani tra i 25 e i 35 anni, disoccupati e incerti sul loro futuro si mettano in fila per ore per acchiapparsi il giocattolo di nuova generazione?

Forse la risposta più semplice che si puo' provare ad azzardare e' che si può togliere tutto ma non il sogno. Con il telefono oggi si fa tutto, si parla , si ciatta (gratuitamente) ci si video chiama, si naviga in internet magari alla ricerca di un lavoro insomma oramai l'apparecchio inventato da Guglielmo Marconi e' una delle rivoluzioni più importanti del nostro tempo. Con questo piccolo oggetto nei Paesi arabi si fa la rivoluzione anche a colpi di tweet e nelle democrazie occidentali,scaricando le applicazioni giuste, si può addirittura vedere in tempo reale i posti di lavoro disponibili.

Non è' più solo questione di status simbol, quando fino a 10 anni fa avere il telefonino era sinonimo di uomo di successo, oggi da Scampia a San Babila, passando per grotta ferrata se c'è' una cosa che si deve avere e' proprio questo indispensabile oggetto della nostra vita. Non si esce mai di casa senza telefono, se perdiamo la nostra rubrica sono dolori e se non arriva la telefonata che vorremmo arrivasse stiamo lì imbambolati ad aspettare quel maledetto squillo.

Lo ha scritto pure Isabel Allende, nel libro "il mio paese inventato", "Ah! Come sarebbe stata diversa la storia di Romeo e Giulietta se avessero avuto un telefono!" Quindi via, inforcate la vostra bicicletta (così risparmiate la benzina) e andate subito almeno a vedere che cosa voi propone il telefonino di ultima generazione. Chissà che il primo squillo non sia una bella proposta di lavoro

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