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Fiorito di tutto il mondo, unitevi!

Una classe politica indegna. E, infatti, il potestà di Anagni annuncia di volersi ricandidare. Perché non dovrebbe, del resto, in un Paese scassato come il nostro?

L'ex capogruppo del pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito in una foto di archivio senza data. – Credits: ANSA/ANTONIO NARDELLI

Fiorito di tutto il mondo unitevi! E alla fine Renata mollò. L'ex sindacalista Ugl, allevata negli studi televisivi di Ballarò, fa saltare il banco e manda ad elezioni anticipate la regione Lazio.
Intanto, mentre andava in scena l'addio della Polverini, in quel di Viterbo, dopo 4 ore di deposizione davanti ai magistrati (qui in veste di testimone), il federale Fiorito,  uscendo dall'interrogatorio, dichiarava: "Se sciolgono il consiglio regionale del Lazio mi ricandido, non vedo perché non dovrei". Infatti. Perché non dovrebbe?

In regione si vota con le preferenze e il nostro amico ha dimostrato di averle. Dice di essere innocente e che in realtà è tutto il meccanismo di finanziamento ai gruppi che dovrebbe essere cambiato. Al netto dei reati che gli vengono contestati, dal punto di vista politico, che cosa gli si può rimproverare a Er Batman? Sicuramente di aver esagerato nelle note spese, di non aver fatto alcun tipo di controllo su come venissero spesi i nostri soldi. Ma gli altri capigruppo che siedono nel consiglio di presidenza e che hanno votato queste cifre folli dov'erano? Il fatto è che negli ultimi anni il clima dell'anti-politica è montato a tal punto da screditare una intera classe politica. È questi, come risposta allo tsunami Grillo, che cosa fanno? Aumentano i soldi ai gruppi. Tutti i gruppi.

Ora è evidente che non sono tutti uguali, è fin troppo ovvio che un conto è spendere denaro pubblico per fare dei manifesti di propaganda (anche questi però costano davvero uno sproposito, cari amici del Pd!) e diverso è pasteggiare a spese dei contribuenti, ma lo scandalo vero risiede nella assoluta mancanza di senso delle istituzioni di una intera classe politica. Se questi consiglieri regionali fossero dipendenti di una azienda privata, sarebbero già stati cacciati a pedate nel sedere per sperpero di denaro. Invece qui dobbiamo pure subire l'umiliazione di chi,  nonostante le indagini in corso, dice: "Mi ricandido!"

Stando così le cose non dovremmo più vedere non solo il federale di Anagni ma anche tutti coloro i quali hanno votato i provvedimenti a pioggia per i diversi gruppi politici.
La Polverini, un po' in ritardo, ma un sussulto di dignità lo ha di dimostrato, mandando tutti a casa. C'è' da credere quando dice "la cosa che non ho accettato è il fatto che alcuni consiglieri di opposizione, 13 dei quali della ex giunta, hanno gridato allo scandalo quando, con comportamenti magari non personali, avevano già toccato il fondo".
Morale della favola: dobbiamo rassegnarci che nel nostro Paese la politica è totalmente incapace di fare pulizia al proprio interno. Ci vuole sempre l'intervento della magistratura, purtroppo. È questa la più grande anomalia Italiana. Alla fine aveva ragione il principe Antonio de Curtis in arte Totò  che conoscendo bene l'italico vizio così ci canzonava: "A proposito di politica...ci sarebbe qualcosa da mangiare?"

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