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Esteri

Nucleare: Corea del Nord e Isis preoccupano il mondo

Obama ha inaugurato a Washington il summit con i rappresentanti di oltre 50 Paesi. E intanto Kim Jong-un fa lanciare un altro missile

Ennesima provocazione del regime di Kim Jong-un proprio in concomitanza con l'apertura del vertice sul nucleare di Washington: secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, la Corea del Nord avrebbe infatti lanciato un nuovo missile nelle acque al largo della sua costa orientale, presumibilmente in risposta alle esercitazioni militari in corso tra le forze di Seul e quelle americane.

Un messaggio anche per l'assente Russia
Proprio il "problema" nordcoreano sarà tra gli argomenti discussi al vertice, inaugurato da Obama con una cena alla Casa Bianca (presente anche il premier italiano Renzi) e i cui incontri andranno avanti per tutta la giornata di oggi e domani. Nell'aprire ufficialmente l'incontro, l'ultimo che lo vedrà in carica, il presidente statunitense ha innanzitutto sottolineato che "il mondo non è ancora libero dagli armamenti nucleari", invitando i rappresentanti degli oltre 50 Stati partecipanti al vertice a continuare il percorso iniziato a Praga nel 2009 proprio dietro forte sollecitazione dello stesso Obama, che si è poi rivolto anche all'assente Russia invitando il governo di Putin a rispettare gli impegni presi nella direzione del disarmo.

MANDEL NGAN/AFP/Getty Images

Obama con il primo ministro giapponese Shinzo Abe e la presidente sudcoreana Park Geun-Hye – Credits: MANDEL NGAN/AFP/Getty Images

In precedenza, con un intervento sull'edizione di mercoledì 31 marzo del Wasghington Post, il presidente americano aveva invece voluto sottolineare che "come unica nazione ad aver utilizzato armi nucleari, gli Stati Uniti hanno l'obbligo morale di continuare a guidare la strada verso la loro eliminazione. Ma nessuna nazione può farlo da sola. Deve essere un lavoro del mondo".

Usa-Cina tra collaborazione e divergenze
Come detto, le minacce nordcoreane sono tra le voci in cima all'agenda e infatti l'inizio del vertice è stato preceduto da una riunione trilaterale in cui Obama ha valutato la situazione insieme con il primo ministro giapponese Shinzo Abe e la presidente sudcoreana Park Geun-hye. Della minaccia di Pyongyang Obama ha poi anche parlato con il collega cinese Xi Jinping, che durante l'incontro bilaterale si è detto d'accordo su una piena attuazione delle sanzioni Onu nei confronti della Corea del Nord, opponendosi però fermamente alla realizzazione del Thaad (Terminal high altitude area defense), il sistema di difesa anti-missilistico che gli Usa vogliono installare in Corea del Sud e che Pechino vede come una minaccia alla propria sicurezza nazionale e alla sicurezza regionale.

Cina e Stati Uniti si sono poi detti d'accordo sull'ampliare la cooperazione sul piano della sicurezza nucleare e a livello di sicurezza informatica, e nel colloquio è anche emersa la volontà di entrambe le parti di continuare i negoziati per un trattato bilaterale sugli investimenti. "Cina e Stati Uniti hanno la responsabilità di lavorare insieme sulla Corea del Nord", ha commentato Obama, spiegando che le due super-potenze sono "impegnate per la denuclearizzazione della penisola coreana".

Un focus sull'Isis
Nel programma del summit Obama ha poi voluto inserire una sessione speciale dedicata all'Isis, minaccia mondiale già al centro di incontri bilaterali da parte del presidente americano con il francese Hollande e con il turco Erdogan. Con il primo il presidente americano ha ribadito la necessità e al contempo la volontà di intensificare la collaborazione anti-Isis, mentre durante il "faccia a faccia" con Erdogan (in un primo momento escluso dalla Casa Bianca) Obama ha ribadito il pieno appoggio degli Stati Uniti alla Turchia, paese sempre più colpito dagli attentati, auspicando una futura azione comune contro il terrorismo.   


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