Chi non piace a Donald Trump, chi non ne condivide la linea o si permette di oltrepassarla viene "licenziato". L'ultimo dimissionario è il capo della comunicazione Scaramucci, ma visti i numeri di The Don non sarà l'ultimo a cui il presidente dirà (citando il suo reality tv The Apprentice): "You are fired".

Anthony Scaramucci

L’ultimo ad essere durato poco, soli 10 giorni, è Anthony Scaramucci. L'ex banchiere e uomo d’affari era stato nominato direttore della Comunicazione della Casa Bianca il 21 luglio. Abbandonato dalla moglie, subito dopo la nascita del secondo figlio (il 24 luglio) perché marito e padre assente, di recente si era lasciato andare infarcendo di parolacce e commenti poco appropriati le risposte a un’intervista rilasciata al New Yorker nei riguardi ex collaboratori del presidente.

E non è una coincidenza che il suo allontanamento ha coinciso con l’arrivo del nuovo capo di gabinetto John Kelly, ex ministro per la Sicurezza Interna (Homeland Security) che sarebbe stato infastidito proprio dal modo di fare sbrigativo e rozzo di Scaramucci.

Reince Priebus

Un altro defenestrato della squadra di Trump è Reince Priebus, in carica per soli 189 giorni come capo di gabinetto, sostituito proprio da John Kelly, generale in congedo dei Marine ed ex ministro degli Interni. A volerne la testa sarebbe stato proprio Scaramucci dopo aver licenziato anche il portavoce della casa Bianca, Spicer.

Sean Spicer

Sean Spicer, in quanto portavoce della Casa Bianca, era la persona che parlava dal podio della sala stampa ai giornalisti. Diventato in poco tempo uno degli esponenti più visibili dell’amministrazione Trump (è stato cacciato dopo 6 mesi) aveva sempre colpito per via del suo atteggiamento spesso aggressivo con i media.

James Comey

Un’altra testa abbattuta da Donald Trump è stata quella del direttore dell’Fbi, James Comey, seguendo l’indicazione dal procuratore generale, Jeff Sessions. Una manovra politica decisiva per il presidente che si è tolto di torno il direttore che aveva aperto un’inchiesta – tuttora in corso – sui rapporti fra l’entourage di Trump e il Cremlino durante la campagna presidenziale che metterebbe in evidenza gli abusi commessi da Comey riguardo all'uso dei server di posta privata da parte dei Hillary Clinton, agevolando il cammino di Trump. Comey ha mantenuto la poltrona dal 4 settembre 2013 al 9 maggio 2017.

Micheal Flynn

Il national security advisor, Micheal Flynn, è un altro stato tassello che è stato perso dell’amministrazione Trump strada facendo. Costretto a lasciare per aver mentito sui suoi rapporti con diplomatici russi, Flynn era stato accusato di aver promesso la cancellazione delle sanzioni che poi invece sono state approvate dal Senato statunitense con una larghissima maggioranza. Nominato il 22 gennaio 2017, Consigliere per la sicurezza nazionale ha lasciato 13 febbraio.

Sally Yates

A dire bye-bye alla Casa Bianca è stata anche Sally Yates. Lei, ministro della Giustizia ad interim voluto da Obama ha traslocato il 31 gennaio 2017 dopo che si era rifiutata di sostenere la legittimità del bando provvisorio voluto da Trump contro i viaggiatori provenienti da sette Paesi musulmani.

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