Nelle maglie della repressione in Turchia è finito anche l'ex calciatore Hakan Sukur. La procura ha ordinato l'arresto dell'ex bomber di Torino, Parma, Inter e della nazionale turca, con l'accusa di "appartenenza a gruppo terroristico armato", in riferimento alla rete del predicatore Fethullah Gulen, considerato da Recep Tayyip Erdogan il regista del fallito golpe del 15 luglio.

Sukur, 44 anni, che una volta appese le scarpe al chiodo (2008) aveva deciso di dedicarsi alla politica, ha lasciato il Paese l'anno scorso con la sua famiglia dopo l'apertura di un procedimento a suo carico per "insulti" a Recep Tayyip Erdogan e si è trasferito in California. Il 16 giugno 2015, per questa accusa, l'ex bomber fu rinviato a giudizio e per lui furono chiesti l'arresto e una condanna a 4 anni.

La carriera politica

Nel 2011 era stato eletto deputato in una lista del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP), lo stesso del presidente turco, ma aveva abbandonato definitivamente la politica nel 2013 quando Erdogan ruppe con Gulen. Sukur non ha mai nascosto le sue simpatie per il predicatore che ora vive negli Usa, ma nega qualsiasi coinvolgimento nel fallito golpe.

Il gol da record

Da calciatore, dopo una poco brillante esperienza con la maglia del Torino nel 1995, tornò in Italia a Milano, sponda nerazzurra nel 2000-01 (24 presenze e 5 reti) e l'anno successivo passò al Parma (15 presenze, 3 reti). Miglior realizzatore di tutti i tempi della nazionale turca (51 gol in 112 partite), tre volte capocannoniere del campionato in patria, Sukur detiene anche un particolare primato: realizzò il gol più veloce segnato in un Mondiale: nel 2002 in Corea del Sud, dopo 10,8 secondi, proprio contro i padroni di casa, battuti poi 3-2 dalla Turchia nella finale per il terzo e quarto posto.

Ricercato anche il padre

Le autorità turche hanno emssso un mandato di cattura anche per il padre di Sukur. La casa dell'ex stella del calcio a Istanbul è stata perquisita, mentre la polizia ha cercato invano il padre nella città di Sakarya, capoluogo dell'omonima provincia settentrionale. Tutti i beni intestati all'ex centravanti sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.

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