Esteri

Tsipras e l'illusione del popolo greco

Il premier subisce gli attacchi della sinistra che si sente presa in giro da un accordo europeo che non mette la parola fine all'austerity

Atene

Manifestazione ad Atene durante l'Eurogruppo - 20 febbraio 2015 – Credits: LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

Un piano di tre pagine sarebbe pronto per essere presentato a Bce, Commissione Europea e Fmi da parte del Governo Greco. Un piano che, stando alle prime indiscrezioni, non prevede l'indicazione degli obiettivi economici in termini di conti. Dunque, difficile capire bene a cosa serva. Probabilmente il premier greco Alexis Tsipras e il ministro delle finanze Yanis Varoufakis stanno ancora mettendo a punto una strategia economica ma (sopratutto) politica davanti a un paese che li ha votati per dire un no netto all'austerity e che si trova invece ancora una volta con un accordo che impone grossi limiti alla flessibilità interna.

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Ma il premier, che percorre uno stretto sentiero per ottenere l'appoggio internazionale e per tutto il giorno ha aggiunto e cancellato passaggi della lista, durante il fine settimana ha dovuto incassare attacchi - forse non del tutto inattesi - provenienti dalla sua sinistra. Quello che ha destato maggiore impressione è stato sferrato da Manolis Glezos, l'eroe della Resistenza greca contro i nazisti (nel 1941 tolse la bandiera con la svastica dall'Acropoli), ultranovantenne eurodeputato di Syriza, che ha attaccato la politica di Tsipras dopo la vittoria del 25 gennaio e l'accordo con l'Eurogruppo dicendo ''chiedo scusa al popolo greco, perche' anch'io ho partecipato a questa illusione''.


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In un articolo sul sito kinisienergoipolites di domenica Glezos dice che ''Rinominare la Troika Istituzioni, il Memorandum accordo...come chiamare pesce la carne, non cambia la situazione precedente''. Per l'ex partigiano ''un mese e' passato'' e nulla successo e parla di ''vergogna'': ''Prima che sia troppo tardi - incalza -dobbiamo reagire... militanti e simpatizzanti di Syriza, nelle riunioni straordinarie, a tutti i livelli delle organizzazioni, mobilitiamoci per decidere se accettare questa situazione''.

Ma sempre da sinistra era venuta la dura critica di Tendenza Comunista, una delle componenti minoritarie di Syriza, che bocciando l'intesa con l'Eurogruppo, chiede ai parlamentari votare contro l'accordo, un congresso e persino di cambiare leader. In un comunicato pubblicato sul sito marxismos.com, la 'corrente' denuncia: ''Questa firma è una violazione aperta degli impegni di Syriza con i cittadini e una violazione delle posizioni programmatiche fondamentali del partito. Come abbiamo piu' volte sottolineato nei giorni scorsi, la risposta del governo alla richiesta unanime della stragrande maggioranza del popolo avrebbe dovuto essere un impegno irriducibile per l'abolizione immediata del memorandum e l'austerità e non sacrificare l'agenda di Salonicco (il programma lanciato da Alexis Tsipras a settembre, ndr) per il bene dei creditori''.

Chiedendo una mobilitazione a sinistra, si afferma che "prima tappa in questa lotta è rivendicare un congresso straordinario del partito, che porteràa un cambiamento immediato nella politica e della leadership.'' A Glezos, che ad un certo punto era stato indicato anche come possibile presidente della Repubblica (e' stato poi eletto l'esponente di centrodestra Prokopis Pavlopoulos), ha risposto una fonte della presidenza Tsipras con una nota di poche parole: ''E 'probabile Manolis Glezos non sia ben informato sulla trattativa dura e dolorosa che va avanti. Un negoziato che punta a recuperare la dignita' del popolo greco''. Con il governo anche il collega eurodeputato di Syriza Dimitris Papadimoulis: ''Voglio bene e ho rispetto per Glezos ma non sono d'accordo. Questa volta dobbiamo essere accanto e non contro il governo e Tsipras".

La partita è appena cominciata.

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