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Esteri

Siria: a Idlib prove di democrazia con le elezioni universitarie

Professori e studenti hanno organizzato le prime elezioni indipendenti. Un evento storico per chi ha sempre rifiutato le armi

“Sarà una giornata bellissima, un evento storico per me e per i miei colleghi siriani. Non sono mai stato così emozionato prima”. Scrive così lo studente Abdulkafi dalla città siriana Idlib, alla vigilia delle prime elezioni libere dell’Università. Un evento che non ci si aspetterebbe in un Paese dilaniato da una guerra aperta su più fronti, dove si continua a bombardare e a morire. È di pochi giorni fa la notizia dell’uccisione di un centinaio di minori, tutti tra i quattordici e i diciotto anni, colpiti da un raid della Coalizione a guida Usa su Raqqa. La maggior parte dei ragazzi erano indonesiani, figli di miliziani di Daesh costretti in un campo di addestramento per diventare terroristi. Li chiamavano Ashbal Daesh, i "leoncini" del famigerato califfato.

“C’è un’altra Siria, quella insorta per la libertà, che non ha mai smesso di lottare per la pace e la democrazia nel nostro Paese”, aggiunge Abdulkafi, che ha voluto immortalare il momento del voto. “Il primo voto libero della mia vita”.

Perché è importante

Da questa parte del Mediterraneo forse non riusciamo a capire l’entusiasmo di questo giovane, ma per i sopravvissuti a quasi sette anni di massacri, che non hanno mai voluto abbandonare la Siria, e non hanno mai imbracciato le armi, il voto per il rinnovo dei vertici universitari è il primo, vero assaggio di democrazia.

Il dottor Jomaa Alomar, presidente del Consiglio superiore per l’istruzione nella martoriata città di Idlib, dove vige la tregua dallo scorso aprile, ci racconta: “Attualmente, sono attivi tredici corsi di laurea. Le ultime a essere state inaugurate sono le facoltà di medicina, farmacia e ingegneria delle comunicazioni e l’Accademia superiore per la medicina d’urgenza. La nostra è una gestione civile indipendente, distaccata dal governo centrale da ben due anni. Il primo anno avevamo 4000 iscritti, ragazzi e ragazze, quest’anno siamo arrivati a 7000, provenienti da Aleppo, Hama, Deir Ezzor e altre zone”.

Il presidente Alomar aggiunge: “La situazione politica è tutt’altro che definita ed è difficile fare previsioni. Come accademici, abbiamo comunque ritenuto fondamentale organizzarci nelle zone liberate per dare continuità all’istruzione dei giovani. Abbiamo così creato il Consiglio superiore per l’istruzione, che è formato da accademici e ricercatori indipendenti. Essendo il Consiglio un ente autonomo, abbiamo deciso di indire elezioni libere, per fare in modo che fossero gli universitari e i dottorandi a scegliere i loro rappresentanti. È stata per noi la prima volta in cui si sono svolte elezioni libere, cui ha preso parte circa l’81% degli aventi diritto tra i dottorandi e gli specializzandi".

I candidati erano tre: Mohamed Alsheikh, che ha vinto con il 52% delle preferenze, Mustafa Tareq e Rida Dreiy.

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