Esteri

Schulz è il nuovo presidente dell'Europarlamento

Il voto è stato accompagnato da una serie di clamorose iniziative dei partiti euroscettici. E Grillo a Strasburgo fa uno show

Martin Schulz

12 marzo 2013. Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, parla con membri del Parlamento durante una sessione plenaria a Strasburgo, Francia. – Credits: EPA/PATRICK SEEGER

Il socialdemocratico tedesco, Martin Schulz, è stato rieletto oggi presidente del Parlamento europeo al primo scrutinio con 409 voti su 612 espressi (723 i presenti, 111 le bianche e nulle), 70 in meno di quanti erano i voti dei tre gruppi (popolari, socialdemocratici e liberali) che avevano dato indicazione di voto per lui. Schulz era già stato presidente dell'europarlamento per due anni e mezzo nella precedente legislatura. Nel suo discorso di insediamento ha rassicurato sul fatto che in Parlamento europeo troverà "un'ampia maggioranza" nell'interpretazione più flessibile delle regole europee sulla disciplina di bilancio.

 

Benché i numeri fossero tutti dalla sua parte, l'elezione del leader socialdemocratico tedesco non è stata esattamente una passeggiata. Beatrix Von Storch, parlamentare del partito euroscettico  Alternativa per la Germania, ha chiesto - senza ottenerlo - il voto palese per far vedere - così ha detto - chi vota un uomo accusato di aver abusato dei fondi del Parlamento europeo per la sua campagna elettorale.

Ma ancora più plateale è stata la protesta antieuropea dei deputati euroscettici britannici del partito Ukip di Nigel Farage (che siedono nel gruppo Efd con il M5S di Beppe Grillo) che, durante la cerimonia di apertura, hanno voltato la schiena all'assemblea mentre l'orchestra suonava l'inno ufficiale europeo, l'Inno alla gioia di Beethoven. Alla protesta non si sono associati i parlamentari del Movimento 5 Stelle.  Il grillino Fabio Massimo Castaldo è l'unico dei 15 candidati a non essere stato eletto. L'euroscettico Efd - di cui fanno parte i 5 Stelle - è quindi l'unico gruppo costituito nel nuovo Parlamento europeo a non essere rappresentato da un vicepresidente.

SORPRESA BEPPE GRILLO
A sorpresa Beppe Grillo si è presentato a Strasburgo per l'insediamento dei suoi 17 portavoce. Un discorso, trasmesso in streaming sul grillino La Cosa, che è stato soprattutto uno show. Qualche battuta a difesa del suo nuovo socio Farage. «L’inno alla gioia? Usato da Hitler e dai più grandi killer della storia». O ancora. «Amo le persone come Farage, perché è uno che si emoziona - ha detto il leader del M5s - Ci siamo trovati subito. Noi abbiamo cambiato la politica in Italia, lui la vuole cambiare a Londra». E qualche provocazione sull'Italia:  «Soldi all’Italia? L’Europa non li dia più perché finiscono nelle regioni dove ci sono le mafie». Nulla di nuovo, rispetto allo spartito che è solito suonare qui il comico.

Il gruppo di Farage volta le spalle

 
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