Ma cosa sta succedendo in America? Dopo la nomina a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump, la sua amministrazione è stata travolta dal Russiagate, l'inchiesta che sta facendo tremare la Casa Bianca e non solo. Siamo pronti a scommettere che presto qualcuno ne trarrà il canovaccio per un film di spionaggio o d'azione. E allora eccolo qui, con tutti i personaggi di quello che sarà, a prescindere da come finirà, un capitolo importante della storia contemporanea.

La scena si svolge a Washington D.C.

Donald Trump, nella parte del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America

Vince meritatamente (per ora con dollari suoi, vedremo se anche con rubli) le elezioni, e diventa Presidente. Da apprendista nel nuovo ruolo tenta immediatamente di strafare, ma il Muslim Ban e l’attacco all’Obama Care sono da rivedere; solo il Pentagono sembra dargli retta e sgancia per lui, per dare un “avviso ai naviganti”, la madre di tutte le bombe sull’Afghanistan. Tutto passa però in secondo piano quando licenzia il capo dell’FBI, James Comey, perché indaga sulla sua nomina più insensata, quella dell’ex generale Michael Flynn.

Michael Flynn, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale

È un ex generale ed ex agente nel campo dell’intelligence. Lo troviamo anche a una cena seduto accanto a Vladimir Putin, come prima lo abbiamo trovato in tutti i teatri critici del mondo. Trump dice di lui che è un “decent man” e nessuno ne dubita, il problema è che per fare bene il mestiere che ha fatto, doveva stare in compagnia dei bad guys.

Ne consegue che poteva essere gratificato per i suoi servigi all’America con tutto, tranne che con la nomina a Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Ma Trump, da apprendista, non vede l’ostacolo e lo nomina ugualmente, costringendo Flynn a mentire a Mike Pence circa le sue frequentazioni russe, e costringendolo poi a negarsi a qualsiasi testimonianza che invece ora, tramite subpoena, dovrà dare.

Robert Mueller, nella parte di Procuratore Speciale sul Russiagate

Ex capo dell’FBI dal 2001 al 2013, è stato chiamato per vederci chiaro sul Russiagate. È opinione diffusa che la scelta sia caduta sul nome per la proverbiale integrità dell’uomo. Sembra poco. La vera ragione va ricondotta a come funziona l’archivio di un’agenzia di intelligence, e cioè a compartimenti stagni di archivi binari (vero/falso) in successione gerarchica. Mueller, predecessore di Comey, è la password vivente degli archivi FBI, anche perché il Bureau non avrebbe permesso a nessuna entità esterna di ficcare il naso nei suoi dossier: Mueller non era la scelta migliore, era la sola possibile.

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To be continued…
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