Esteri

Russia: Il convegno dell'estrema destra europea a sostegno di Putin

A San Pietroburgo da Forza Nuova ad Alba dorata sino al partito neonazista tedesco Ndp: contro Obama e le sanzioni, i gay "pervertiti" e gli oppositori del Cremlino. L'indignazione della comunità ebraica

Golden Dawn protest In Athens

2014. Manifestazione del partito di estrema destra "Alba Dorata", cresciuto negli anni della crisi economica. – Credits: Getty Images

La Russia ha ospitato ieri, 22 marzo 2015, il "primo forum internazionale delle forze nazionaliste europee e russe", con la presenza di numerosi alti dirigenti di alcuni dei più controversi partiti dell'estrema destra del vecchio continente, da Forza Nuova ad Alba dorata sino al partito neonazista tedesco Ndp.

Sono tutti venuti a dichiarare il loro sostegno a Putin e alla sua Russia 'neo-con', "ultimo baluardo dei valori tradizionali", e a condannare le sanzioni e "l'imperialismo americano": con Obama chiamato "nazi", i gay "pervertiti", gli oppositori russi uccisi invitati a "restare all'inferno" e i cristiani a "riprodursi".

L'indignazione della comunità ebraica
Una iniziativa che ha suscitato proteste e polemiche dentro e fuori il Paese anche perché organizzata, alla vigilia del 70/mo della vittoria sovietica contro Hitler, a S. Pietroburgo: non solo città natale di Putin ma anche e soprattutto "città che sopravvisse a tutti gli orrori dell'assedio nazista", come ha ricordato la federazione delle comunità ebraiche della Russia, definendo il forum "assolutamente inammissibile e sacrilego nei confronti delle vittime della grande guerra patriottica".

"La maggior parte dei partiti presenti può essere messa nella lista dei movimenti estremisti la cui attività deve essere vietata nel territorio russo", ha denunciato la stessa federazione.

"Il convegno appare una vera e propria danza sulle ossa delle vittime del nazional-socialismo", accusano gli ebrei.

Critici anche comunisti ed esponenti del partito Iabloko, che hanno sottolineato la contraddizione dell'iniziativa con l'evocazione della minaccia nazista da parte di Putin per annettere la Crimea.


Il Convegno è stato una danza sulle ossa delle vittime del nazismo La federazione delle comunità ebraiche russe

Una quarantina di manifestanti ha protestato in strada e una decina di essi è stata fermata. Tra i dirigenti intervenuti al forum - organizzato ieri in un albergo - figurano Udo Voigt, ex capo del partito di estrema destra tedesco Ndp e membro del parlamento europeo, Nick Griffin, ex leader del partito nazionale britannico anti immigrazione, e delegati del partito greco neo nazista Alba dorata.

Tutti gruppi accusati a vario titolo di incitare l'odio razziale contro gli immigrati, l'anti-semitismo, l'omofobia, e di usare la simbologia nazista.

Presente anche Roberto Fiore, che secondo alcuni media ha celebrato Mosca come "la terza Roma", e auspicato la fine delle sanzioni occidentali, chiesto un'alternativa all'imperialismo Usa.

Il sospetto è che il Cremlino stia forgiando una alleanza con forze europee di estrema destra, cementate da visite periodiche dei loro leader e da una certa magnanimità delle banche russe (come nel caso del Fronte nazionale della Le Pen, peraltro non rappresentato ieri), per condizionare le politiche del vecchio continente verso la Russia e minare la sua unità sulla crisi ucraina.

Una tesi respinta da Fiore: "lo stesso Renzi è venuto a Mosca cercando di aggiustare i rapporti con Putin, e persino la Merkel e Hollande non vogliono litigare con la Russia. Noi diciamo apertamente quello che loro dicono segretamente, in Europa nessuno, a parte i paesi baltici, vuole le sanzioni contro Mosca".

La presenza russa al forum è stata di basso profilo: la più alta era quella del deputato Alexiei Zhuravliov, leader del partito (organizzatore dell'iniziativa) Rodina (Patria), fondato dal primo vicepremier Dmitri Rogozin.

Il Cremlino è rimasto neutro di fronte all'evento ("non e' la nostra agenda", ha commentato il portavoce del presidente), ma i promotori hanno inserito nel kit per la stampa alcune citazioni fatte da Putin nel sul rifiuto di molti Paesi europei delle proprie radici, compresi i valori cristiani. (ANSA).

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