Dopo l'incendio che ha divorato la Grenfell Tower di Londra, ancora fiamme e morte in Europa, questa volta in Portogallo. Nella notte di sabato 17 giugno è scoppiato un violento rogo boschivo, che ha devastato l'area attorno a Pedrogao Grande, nel distretto di Leiria, nella zona centroccidentale del Paese. 

"Una delle più grandi tragedie degli ultimi tempi per un evento di questo tipo", ha detto il premier portoghese Antonio Costa. "Non abbiamo memoria di una tragedia umana di dimensioni pari a questo incendio". 

Il bilancio è di 135 feriti e 64 morti: tra questi un vigile del fuoco che era stato ricoverato in condizioni gravi a Coimbra. Le vittime sono in gran parte automobilisti rimasti bloccati dalle fiamme lungo la strada che collega Figueiro dos Vinhos a Castanheira de Pera. Dal 20 giugno il Portogallo è in lutto nazionale di tre giorni

I pompieri continuano a lottare contro le fiamme. E l'incubo non ha ancora fine: un nuovo incendio di grandi dimensioni è divamopato a Gois, 40 km a nord di Pedrogao Grande. 

 

Cosa è successo a Pedrogao Grande 

Pedrogao Grande si trova circa 200 chilometri a nordest di Lisbona, in una zona nel centro del Paese caratterizzata da piccoli villaggi ed enormi pianure attraversate da diverse superstrade.

Le fiamme, forse innescate da un fulmine, hanno presto divorato i boschi della regione, alimentate dal forte vento e dall'aridità del terreno dopo giorni di caldo torrido.
In questi giorni il Portogallo le temperature hanno toccato anche i 40 gradi, con incendi boschivi che hanno coinvolto diverse parti del Paese. 

Dopo le fiamme, Pedrogao Grande si sveglia con un paesaggio da apocalisse, cadaveri di case, alberi e chiese, auto incenerite abbandonate in mezzo alle strade, corpi carbonizzati. 

Oltre 600 vigili del fuoco e 100 mezzi dei servizi antincendio sono stati mobilitati per spegnere le fiamme. La rete telefonica è collassata. Le strade sono state bloccate. Diversi villaggi sono stati evacuati. Sui volti dei sopravvissuti rifugiati nei piccoli comuni attorno a Pedrogao dolore e ansia per i loro cari dispersi.

Le cause dell'incendio

La polizia giudiziaria ha finora escluso che dietro al disastro ci sia una mano criminale. Le cause dell'incendio sono naturali: un fulmine avrebbe colpito un albero, innescando, per via della vegetazione secca per mancanza di piogge, delle alte temperature e dei venti violenti provenienti dall'Oceano, una fagocitante valanga di fuoco, in una zona che ospita le più grandi foreste del Paese. 

Chi sono le vittime

Le fiamme hanno sorpreso molte persone in auto, in fuga dall'inferno. Almeno 47 delle 61 vittime finora accertate sono morte scappando dai loro villaggi minacciati dall'incendio. 
Diverse auto sono state bloccate dal fuoco, hanno cercato di tornare indietro, ma sono andate incontro ad altro fuoco, che ne ha bloccato la fuga.

47 persone sono morte carbonizzate nelle auto, altre fuori mentre tentavano di fuggire a piedi. Fra i morti almeno quattro bambini.

La prima vittima identificata è un bimbo di 4 anni, Rodrigo, che è morto mentre attraversava la foresta nell'auto dello zio per andare dai nonni. Il corpo dello zio è stato trovato nella vettura, quello del piccolo accanto all'automobile carbonizzata.

Le drammatiche testimonianze

"Le fiamme volavano" ha raccontato un sopravvissuto. La Statale 236 per i portoghesi ora è "la strada della morte". 

"Ho visto la mia morte" ha raccontato un'altra sopravvissuta. La donna è fuggita da Pedrogao in auto con il marito. Ha detto di essere stata diretta verso la 236 da un poliziotto che indirizzava le auto in fuga. "Ci aveva detto che lì non c'era pericolo. E invece era proprio lì. Non si vedeva nulla. Solo fumo e fuoco. Abbiamo urtato una barriera e subito dopo ci ha tamponato un'altra auto. La nostra macchina ha iniziato a bruciare. Il calore e le fiamme erano enormi, era un vero inferno" ha raccontato a CmTv. Ci sono stati diversi incidenti fra la gente che cercava di sfuggire alle fiamme. "È apparsa una signora in un'auto. L'ho supplicata di portarci con lei. Di fosso in fosso siamo arrivati a Castanhera, dove c'erano i pompieri".

E ancora: "C'erano molte auto, tanta gente morta. Era una visione d'orrore. Abbiamo visto la nostra morte. Io chiedevo alla Madonna di aiutarci, di salvarci dalla morte". "Sentivo la gente urlare nelle macchine. Siamo riusciti a salvarci solo noi tre".

Altri incendi in Portogallo

Oltre al disastro di Pedrogao, altri quattro importanti incendi boschivi hanno bruciato il centro-nord del Paese.

Oltre 1600 pompieri appoggiati da 500 mezzi di terra e 18 aerei da sabato 17 stanno combattendo contro le fiamme. Il contingente più numeroso, sul fronte di Pedrogao. Ma le fiamme hanno spaventato anche la provincia di Coimbra e di Castelo Branco.

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