Cosa è successo

Un poliziotto ucciso (Xavier Jugele di 37 anni) e due feriti a Parigi nella sera di giovedì 20 aprile sugli Champs Élysées, colpiti da un francese di 39 anni, Karim Cheurfi, che poi è stato ucciso dagli agenti presenti.

  • Alle 21 circa, l'uomo si è avvicinato in auto al furgone parcheggiato e pieno di poliziotti. È sceso dalla macchina, un'Audi A4, e ha fatto fuoco con un'arma automatica.
    Uno dei poliziotti sul van è rimasto colpito a morte; a quel punto il terrorista ha sparato sugli altri agenti che si trovavano vicini all'automezzo della polizia; ne ha feriti altri due, prima di essere abbattuto.
  • Nell'Audi A4 del terrorista ucciso sono stati trovati un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina. Lo riporta la tv BFM.
  • Le autorità hanno chiuso l'area degli Champs Élysées e hanno invitato i cittadini a non avvicinarsi alla zona.
  • L'assalitore era conosciuto dalla polizia. In un primo momento si è parlato della presenza di un complice belga. Poi l'uomo segnalato dalle autorità di Bruxelles a Parigi si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa con un alibi solido e negando ogni tipo di coinvolgimento. La Procura ha infatti riferito che l'uomo è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo nè è noto per essere radicalizzato. Al contrario tre persone ritenute vicine all'assalitore ucciso sono state fermate e interrogate dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla Polizia.

Isis rivendica

Lo Stato islamico ha immediatamente rivendicato l'azione del terrorista attraverso l'agenzia di propaganda dell'Isis, Amaq.
Secondo l'Afp, il comunicato dell'Isis dice che il terrorista era parte di un gruppo di "combattenti". Il suo nome di battaglia era Abu Yussef, "Il belga". Ma le cose stanno diversamente almeno quanto all'identità dell'uomo.

Chi è l'attentatore

L'autore dell'attacco, infatti, si chiamava Karim Cheurfi, era un cittadino francese 39enne di Livry-Gargan (Seinte-Saint-Denis). Aveva molti precedenti di criminalità comune, una ventina dal 1996, ma solo a febbraio aveva iniziato a indagare su di lui l'antiterrorismo dopo che aveva minacciato di morte alcuni membri delle forze dell'ordine. Cheurfi era anche stato fermato, ma rilasciato per mancanza di prove. Lo riferisce Le Monde, citando fonti vicine alle indagini.

Cheurfi era uscito dal carcere nel 2015 dove era finito per aver tentato di uccidere tre uomini, nel 2001 a Roissy-en-Brie: era in libertà vigilata ma non rispettava i termini imposti dal giudice. Dalle perquisizioni nella sua abitazione, nell'area di Seine-et-Marne, sono stati trovati elementi di radicalizzazione. L'uomo non era segnalato come fiche S, ovvero la schedatura che individua le persone potenzialmente pericolose per lo Stato francese.

Chi è il poliziotto ucciso

Xavier Jugele (37 anni) il poliziotto ucciso giovedì sera sugli Champs-Élysées era in un momento di pausa dal servizio notturno.
Era seduto sul furgone insieme ai suoi colleghi, quando Karim Cheurfi ha sparato uccidendolo.
Originario di Romorantin-Lanthenay nella regione Loir-et-Cher, Jugele aveva fatto tutta la carriera a Parigi e apparteneva alla 32esima Compagnia di direzione dell'ordine pubblico e della circolazione (Dopc) della prefettura di polizia della capitale.

Jugele, uscito dalla scuola di Polizia nel 2011, faceva parte da diversi anni di Flag, l'associazione di lesbiche, gay, bi e trans (LGBT) della polizia e della gendarmeria. Aveva un compagno ed era considerata una persona molto discreta e molto impegnata nell'associazione.

Gli agenti feriti

Sono  fuori pericolo i due poliziotti feriti. Lo ha detto venerdì mattina un portavoce del ministero dell'Interno francese, citato da BFMTV. Uno dei due agenti è stato operato nella notte e, secondo quanto riferito da un membro del sindacato di polizia Alliance, citato dall'emittente, si trova in rianimazione.

La campagna elettorale

I candidati alle elezioni presidenziali in Francia - il primo turno sarà domenica 23 aprile - hanno deciso di sospendere le ultime manifestazioni della campagna.


Ovviamente non sono mancate da subito le polemiche. La prima a prendere la parola è stata Marine Le Pen, candidata alle presidenziali e leader del partito di estrema destra Front National. Ha chiesto a gran voce la chiusura delle frontiere al Presidente Hollande.

"A questo presidente notoriamente inefficace, a questo governo effimero, segnato dall'inazione, come tutti i governi di destra e di sinistra da 10 anni - ha detto la Le Pen in una dichiarazione letta dal suo quartier generale - chiedo un ultimo sussulto, prima di lasciare il potere, gli chiedo solennemente di ordinare il ripristino effettivo delle nostre frontiere in virtù del trattato di Schengen e procedimenti amministrativi o penali immediati per gli schedati a rischio di adesione all'ideologia del nemico".

La Le Pen ha proposto l'assunzione "di altri 15.000 poliziotti e gendarmi", il "rafforzamento delle capacità militari e il loro utilizzo effettivo contro tutti i gruppi terroristici", l'adeguamento "coerente con i nostri obiettivi di guerra della nostra diplomazia".

Diverse le parole dell'altro candidato alle presidenziali, il conservatore Francois Fillon che ha ribadito come la priorità del prossimo quinquennio di governo deve essere la "lotta al terrorismo" che ha promesso di fare con il "pugno di ferro"

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