esercito_siriano
Esteri

Palmira e Ramadi: controffensiva anti-Isis

Mentre continuano i raid aerei della coalizione, l'esercito siriano e quello iracheno sembrano pronti a un attacco di terra per liberare le due città

Secondo quanto riferito da fonti locali riprese da alcuni media americani, l'esercito siriano si sarebbe riorganizzato nell'area intorno a Palmira e starebbe preparando una controffensiva di terra per riconquistare la città, da cui arrivano terrificanti notizie di esecuzioni di massa da parte dei militari dell'Isis, con uccisioni anche di bambini. Nel tentativo di riprendere la città le forze regolari di Damasco dovrebbero inoltre essere affiancate dalle milizie sciite libanesi Hezbollah, il cui leader avrebbe recentemente assicurato un maggiore appoggio al governo di Assad rispetto a quanto avvenuto sinora.

 

Ramadi e il fronte iracheno
Le forze regolari di Baghdad si sarebbero invece radunate a circa 25 chilometri da Ramadi, altro luogo-simbolo caduto nelle mani dell'Isis, sempre con l'obiettivo di arrivare in pochi giorni alla sua riconquista. In attesa dell'attacco di terra, Ramadi (dalla quale, secondo l'Onu, sarebbero in fuga oltre 55 mila persone) è intanto oggetto di continui raid aerei della coalizione guidata dagli Usa, che ha colpito anche diverse zone controllate dall'Isis in territorio siriano.

I bombardamenti sono stati 18 in meno di ventiquattr'ore tra sabato e domenica, come ha riferito il Dipartimento di Stato americano. In particolare, sono stati condotti dall'aria 11 attacchi sulle roccaforti e le postazioni dell'Isis in Siria e per nove volte le forze della coalizione hanno colpito la zona di Hasakah, nel nordest del Paese, distruggendo postazioni di combattimento e veicoli. Due altri raid sono stati effettuati su Kobane, mentre in Iraq i raid aerei sono stati 17, portati a termine con l'approvazione del ministero della Difesa di Baghdad tanto contro Ramadi quanto contro Mosul.

Le critiche del Pentagono
Mentre continuano le azioni di guerra, sale anche la tensione a livello di relazioni internazionali dopo le dure parole del capo del Pentagono Ash Carter, che ha accusato le forze irachene di non aver difeso Ramadi con la necessaria determinazione. Affermazioni che hanno scatenato la reazione sia delle autorità di Baghdad che di Teheran, con il portavoce del governo iracheno che ha riferito di "informazioni sbagliate" in mano all'amministrazione Obama, pur ammettendo che l'esercito si è ritirato da Ramadi contrariamente agli ordini da lui stesso impartiti di resistere all'avanzata dello Stato islamico e annunciando che "le motivazioni sono al centro di un'inchiesta e i responsabili saranno puniti.

Da parte americana, proprio mentre l'amministrazione Obama sta considerando l'opportunità o meno di cambiare la strategia contro l'Isis, l'azione diplomatica è stata quindi affidata al vicepresidente Joe Biden, che in una conversazione telefonica con il primo ministro iracheno Haider Al-Abadi ha riaffermato il sostegno degli Stati Uniti al governo dell'Iraq nella lotta all'Isis, riconoscendo inoltre l'enorme sacrificio e il coraggio dimostrato dalle forze irachene negli ultimi 18 mesi di guerra, non solo a Ramadi.

© Riproduzione Riservata

Commenti