Un commando di talebani pachistani ha attaccato oggi la zona residenziale di una base aerea militare di Peshawar, scontrandosi per ore con le forze di sicurezza. L'incidente ha causato almeno 30 morti, di cui 13 terroristi, un capitano dell'aeronautica e 16 fedeli in preghiera nella locale moschea, molti dei quali forse militari. L'operazione è stata immediatamente rivendicata dal portavoce centrale del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), Muhammad Khurassani, il quale ha precisato che ad essa hanno partecipato 14 militanti giunti sul posto su due veicoli.

Secondo una prima ricostruzione dell'attacco, i guerriglieri si sono avvicinati verso le 5:00 del mattino alla base situata nella zona di Badaber da due diversi punti. Erano a bordo di jeep ed indossavano divise della polizia pachistana. La prima risposta al blitz è venuta dalle forze di sicurezza della base stessa, appoggiate dopo qualche tempo da una unità delle "teste di cuoio" pachistane basate a Peshawar.

Il direttore dell'ufficio stampa dell'esercito (Ispr), generale Asim Bajawa, ha fornito aggiornamenti su quanto stava accadendo via Twitter, fissando dopo qualche ora il bilancio di "13 terroristi uccisi", annunciando la morte di un capitano dell'aeronautica militare, e rivelando che i militanti avevano massacrato 16 fedeli nella locale moschea. I feriti, invece, sono stati almeno 33, ricoverati in due ospedali. Al riguardo un ufficiale pachistano che non ha voluto essere identificato ha precisato che i militanti hanno lanciato all'interno della moschea una bomba a mano compiendo una strage. Da parte sua in una nuova e-mail il portavoce del TTP ha sostenuto che i suoi militanti avevano "preso numerosi ostaggi" durante l'attacco e ne avevano "uccisi un gran numero". Si è trattato dell'operazione più importante realizzata nel 2015 dal TTP che il 13 dicembre 2014 rivendicò un massacro, sempre a Peshawar, di quasi 150 persone, quasi tutti studenti, in una scuola pubblica. Dopo quell'attacco il governo pachistano revocò la moratoria sull'esecuzione delle condanne a morte. (ANSA)

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