Esteri

Orgoglio islamico, in Germania eBay si mette il velo

Spopola un sito di aste online dedicato ai musulmani e che vende oggetti doc per i fedeli

Una donna islamica fa shopping a Kuala Lumpur in Malesia (Credits: Epa/

In Germania spopola la versione islamica di eBay. Selisha.de è un sito di aste online unicamente dedicato alla comunità musulmana tedesca, che si aggira attorno ai 4 milioni di persone. Un business da 20 miliardi di euro l'anno.

Due anni fa, quando Selim Reid, uno studente di Amburgo dalle origini irachene, lanciò l'idea di realizzare un sito di aste per islamici, in molti gli dissero che era meglio pensare a qualcos'altro. Ma lui non si scoraggiò e oggi Selisha.de fa affari d'oro e il suo trend è in continua crescita.

A prima vista ricorda il fratello maggiore americano, eBay, ma se si guarda attentamente si scoprono subito delle differenze sostanziali. Gli utenti vengono salutati con un caloroso As salamu-alavkum (Che la pace sia con te) e ogni ricerca digitata sul motore comincia con la benedizione Bismillah, che significa: nel nome di Dio.

La caratteristica prettamente islamica  della clientela del sito si evince dal suo slogan: "Tutto ciò che un cuore musulmano desidera e anche di più...", con dei maliziosi puntini di sospensione. E, infatti, Selisha.de non si fa mancare veramente niente: dalle versioni del Corano rilegate in pelle pregiata, al compasso che con precisione certosina indica dov'è La Mecca.

Poi ci sono i boxer in occasione per i veri uomini islamici, a 5 euro, e non manca la sofisticata lingerie per le donne, che sotto l'austerità dei veli nascondono pizzi e merletti degni di conigliette di Playboy.

Insomma, apriti sesamo! Il sito si presenta come un'autentica caverna di Aladino. Ci si trova tutto ciò che è halal, ossia permesso dalla legge coranica. E si scoprono anche nuovi servizi, come il taxi-islamico, una compagnia di carpooling gestita da musulmani e per i musulmani che vivono e lavorano in Germania.

Il fondatore del fortunato sito rispedisce al mittente le accuse di auto-ghettizzazione della comunità, e sostiene che non c'è alcun rischio di scivolare nel razzismo. Ricorda anche che quando un utente anonimo ha chiesto se fosse possibile acquistare una copia del Mein Kampf di Hitler, l'intera comunità islamica si è unita nel condannarlo e ha chiesto agli amministratori del sito di bloccargli l'accesso.

Ma partecipare a delle aste (reali o virtuali) è permesso dal Corano? E se poi le cifre dovessero salire troppo, non si configurerebbe una pesante trasgressione della sharia, che notoriamente tende a calmierare i prezzi dei prodotti controllando il mercato?

Selim Reid precisa che "tutto funziona secondo le regole morali scritte nel Corano" e che quindi gonfiare i prezzi alle stelle con pesanti rialzi è strettamente vietato dalla policy del sito, costantemente monitorato dai suoi amministratori. Inoltre, sempre secondo il giovane imprenditore tedesco-iracheno, vendere e comprare è una pratica consigliata nel mondo dell'islam.

Insomma, i fedeli musulmani possono dormire sonni tranquilli. Dall'anonimato delle loro case hanno la possibilità di acquistare qualsiasi prodotto "il loro cuore desideri" senza avere addosso occhi indiscreti. Da innocui libri di letteratura e preghiere islamiche a slip arditi e perizoma. Con tanto di benedizione coranica, si intende.

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