Esteri

Sei grasso? Allora via dalla Nuova Zelanda

Uno chef sudafricano rischia la deportazione perché pesa 130 chili ed essendo obeso il governo neozelandese gli nega il permesso di soggiorno

Un'immagine in primo piano di Albert Buitenhuis, lo chef sudafricano pesa 130 chili e per questo rischia la deportazione dalla Nuova Zelanda (Credits: Web/ 3news.co.nz)

Nuova Zelanda, terra di canguri, di kiwi e di persone filiformi. A giudicare da quello che è successo a Albert Buitenhuis, uno chef di origini sudafricane, prima di arrischiarsi a sognare di mettere radici e vivere in Zelanda è necessario buttare un occhio alla bilancia.

Il cuoco di Pretoria rischia l'espulsione perché con i suoi 130 chili di peso non rispetta "un accettabile stato di salute", condizione cruciale per poter risiedere in quei di Auckland. E pensare che Buitenhuis quando è arrivato a Christchurch, dove tuttora risiede, circa sei anni fa pesava trenta chili di più.

Si è messo a dieta e intanto ha ottenuto un permesso di soggiorno. Ha lavorato sodo e poi ha chiesto alle autorità competenti di poter ottenere un permesso di residenza permanente in Nuova Zelanda. Ma la sua richiesta è stata cassata e ora potrebbe essere deportato da un giorno all'altro, nonostante abbia già fatto ricorso in appello.

Il cuoco e sua moglie Marthie (entrambi sovrappeso e felici) sono disperati. Finora, dice la consorte dello chef, non abbiamo avuto grandi problemi nel rinnovare il visto. La decisione dell'ufficio immigrazione di Auckland li ha colti di sorpresa, come una terribile doccia fredda. Anche perché, nell'emisfero dell'Oceania non ci vanno tanto per il sottile in quanto a diritti degli immigrati.

Già in precedenza, nel 2007 e poi ancora nel 2009, la Nuova Zelanda ha negato il visto a persone obese. Nel 2007 suscitò un grande clamore nel Regno Unito la storia di Rowan Trezise e di suo marito Richie. Volevano trasferirsi in Nuova Zelanda e lui, essendo obeso, ha cercato disperatamente di raggiungere il peso forma per avere il visto, sottoponendosi a una dieta inimmaginabile, ma la sua richiesta è stata puntualmente disattesa. In quanto sovrappeso Richie è "persona non sana" secondo gli standard neozelandesi, e quindi niente visto e addio al sogno di vivere in una piantagione di kiwi.

Nel 2009 stesso destino è toccato a una donna che viveva ad Otago e pesava 135 chili. Pur di ottenere il tanto sospirato visto per un soggiorno permanente in Nuova Zelanda, la signora si è sottoposta a un programma di dimagrimento ferreo, ma anche nel suo caso è stata costretta ad abbandonare il Paese.

Secondo le autorità la donna aveva anche il diabete e per lei si prospettava un futuro di malattie da curare. Sostanzialmente, secondo l'ufficio immigrazione neozelandese, in futuro la signora avrebbe potuto gravare per circa 25 mila dollari sul sistema sanitario nazionale. 

Ma, se immaginiamo che la popolazione neozelandese sia composta solo da modelli e modelle aitanti sbagliamo di grosso. Più della metà degli abitanti della Nuova Zelanda e circa un terzo dei bambini sono sovrappeso o gravemente obesi. I numeri sono destinati a salire e le politiche per il "dimagrimento forzoso" al momento non fanno registrare risultati degni di nota. O meglio, funzionano solo sugli immigrati.

E i cugini australiani sembrano seguire la stessa rotta. Il premier laburista Kevin Rudd, in piena campagna elettorale, ha annunciato che non verranno più accettate le domande dei richiedenti asilo politico, per fermare il flusso crescente di immigrati illegali. Sostanzialmente, l'Australia chiuderà i suoi porti ai migranti, che verranno "dirottati" nel centro di detenzione di Manus Island , in Papua Nuova Guinea. Lì potranno chiedere asilo ma, anche qualora le loro richieste venissero accettate, non potranno comunque mettere piede in Australia, ma dovranno restare a Papua, considerato uno dei paesi più poveri del mondo.

In vista dei nuovi arrivi, il centro di Manus Island verrà adeguato per accogliere circa tremila migranti, mentre oggi ne può contenere non più di 600. La decisione di Rudd ha scatenato le polemiche, anche in seguito ai casi di stupri e violenze che proprio in Papua Nuova Guinea sono state denunciate dagli immigrati, che sostengono di essere trattati come dei criminali e di venire sottoposti a ogni sorta di umiliazione da parte delle forze di polizia che controllano il centro. 

E tra i primi ad attaccare Kevin Rudd, accusato di fare l'occhiolino ai conservatori sulla pelle dei migranti, ci sono i rappresentanti del governo delle isole Fiji, che dichiarano che lo scaricabarile australiano che parcheggia i migranti a Manus Island avrà ripercussioni terribili in termini umanitari ed economici su tutta la regione dell'Asia Pacifico.

Ma, almeno per ora, gli australiani (così come i neozelandesi) fanno spallucce. Tempi duri per gli obesi e non solo in Oceania. Gli unici migranti "buoni" per Australia e Nuova Zelanda sembrano essere gli indiani . Per loro porte aperte a Sidney, Melbourne e Auckland. Per tutti gli altri il destino è un barcone che li poterà nel posto più povero del mondo.

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