Usa 2016: Hillary Clinton ha già vinto?

Dopo la decisione di Joe Biden di non correre per la nomination, l'ex First Lady torna a volare nei sondaggi

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Hillary Clinton e Bernie Sanders – Credits: Getty Imagines / Joe Readle

Joe Biden non corre. Hillary Clinton vola. C'è un nesso tra causa ed effetto. E per l'ex segretario di stato questa può essere considerata la settimana decisiva per la vittoria per la nomination democratica. E, forse, anche per la conquista della Casa Bianca. Donald Trump permettendo.

Una settimana decisiva

La decisione del vice di Barack Obama di non prendere parte alla corsa per le primarie spiana la strada a Hillary. Joe Biden ha spiegato le ragioni della sua scelta. Non se la sentiva di farlo ora, con quel fardello di dolore personale sulle spalle. La recente perdita del figlio ha fiaccato l'esperto senatore. Non aveva le forze per combattere contro una Clinton in grande forma. La performance della ex First Lady nel primo dibattito televisivo con gli altri candidati democratici ha convinto Biden che l'impresa sarebbe stata proibitiva.

Hillary ha tirato un bel sospiro di sollievo. Se Biden fosse sceso in campo, lei avrebbe dovuto battersi con un insidioso competitore: il vice presidente degli Usa si sarebbe presentato come l'erede di Obama. La sua presenza, sommata a quella di Bernie Sanders, il candidato "socialista", senatore del Vermont, poteva crearle un grosso danno. Entrambi avrebbero potuto colpirla ai fianchi, erodendole consensi a destra e a manca.

Con Biden fuori dalla contesa, questo pericolo viene meno. Il potenziale elettorato del vice presidente si rivolgerà (o resterà) con la Clinton. I sondaggi dicono che era composto da giovani attorno ai 25 anni, da iscritti e militanti di vecchia data del partito e da elettori che avrebbero voluto un terzo mandato (impossibile per legge) di Barack Obama.

Un bacino elettorale che difficilmente può essere interessato alle posizioni critiche di Bernie Sanders. Il senatore "rosso" è uscito bene dal primo dibattito televisivo, ma non ha superato Hillary Clinton. Lei è stata molto brava a tenerlo al suo posto. Alla fine dello scontro, ne è uscito il ritratto di un politico abile e sincero, ma inadatto a ricoprire un ruolo più importante nelle istituzioni americane di quello che attualmente Sanders ricopre.

Avversari competitivi?

Così, dopo quella sfida e con l'uscita dall'orizzonte elettorale di Biden, la Clinton è tornata a volare nei sondaggi. Ha riguadagnato terreno nei confronti di Sanders; il distacco è tornato attorno ai 20 punti. Se la First Lady continuerà con questo trend, nessuno sarà in grado di toglierle la nomination. E'vero che Sanders è avanti nei primi due stati dove si voterà (Iowa e New Hampshire), ma è anche vero che nessuno scommette sul fatto che possa vincere le primarie altrove.

Certo: bisogna stare attenti alle sorprese, ma pochi pensano che alla fine Bernie Sanders sia in grado di invertire la tendenza. Se la Clinton non farà troppi errori (attenzione alle audizioni sull'attentato di Bengasi che si terranno in Campidoglio), la strada verso Filadelfia è sgombra da grossi ostacoli. Quando la guarderemo a posteriori, questa potrebbe essere la settimana decisiva per la conquista della nomination democratica per Hillary Clinton. E, forse anche per la vittoria finale per la Casa Bianca

Donald Trump permettendo. Sempre che sia lui il candidato repubblicano. Ben Carson, il chirurgo nero, sta guadagnando terreno. Anche lui è un personaggio che va per la maggiore perché è un anti politico, molto in sintonia con il sentire dell'uomo della strada. Per ora, (quasi) tutti i sondaggi dicono che la Clinton può vincere con entrambi. Insomma, ora tutto porta a dire una sola cosa: Hillary for president.


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