Terrorismo interno o Al Qaeda?
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Terrorismo interno o Al Qaeda?

Le bombe fanno tornare la paura negli Stati Uniti. Il video del Boston Globe e del maratoneta - Le foto dopo l'attentato - Tgcom - Vent'anni di attentati negli Usa

Era dall'11 Settembre che il suolo americano non veniva violato da un attacco terroristico. È 'vero: nel 2009, c'era stata la strage di Fort Hood, quattordici soldati assassinati per mano del maggiore Nidal Hasan, ispirato dalla Sceicco a stelle e strisce, da Anwar Al Awlaqi, ucciso poi in un raid della Cia in Yemen. C'erano stati poi diversi attentati falliti, tutti di matrice islamica: dall'autobomba di Times Square, al tentativo di fare esplodere in volo l'aereo della Delta - Northwest Airlines, e numerosi allarmi per nuovi possibili attacchi, ma nessuno di questi era stato realizzato.

Gli Stati Uniti stavano perdendo quel senso di vulnerabilità che l'attentato alle Torre Gemelle aveva seminato tra gli americani per più di un decennio; uno stato d'animo che l'eliminazione di Osama  Bin Laden aveva contribuito a ridurre ulteriormente. Le bombe di Boston fanno rimpiombare nell'incubo l'America. E ora la domanda di tutti, in primo luogo di Barack Obama è: chi è stato? L'Fbi non esclude alcuna pista.

Quella islamica porta alla cellule radicali nate e sviluppatesi negli Stati Uniti in questi anni. Un recente report dell'amministrazione spiegava come queste singole entità esistano a dispetto della sostanziale destrutturazione del network di Al Qaeda. Si tratterebbe di piccoli gruppi, tre o quattro persone al massimo, o addirittura di singoli, che non sarebbero collegati alla rete dell'organizzazione terroristica, ma agirebbero in modo completamente autonomo. Da qui, la difficoltà a controllarne e a prevederne le mosse. Da qui, la possibilità che possano colpire attraverso ordigni artigianali - come quelli di Boston - ma micidiali, con una tecnica e una modalità che appare ben studiata.

L'altra pista è quellla del terrorismo interno. I gruppi dell'odio (Hate Groups), la destra radicale. Sono molte le connessioni che potrebbero portare a questa pista. Boston, la culla della Rivoluzione Americana, la Giornata del Patriota, il 15 aprile, il giorno in cui, per legge gli americani devono presentare la dichiarazione dei redditi. Tutte suggestioni, o simbolismi, cari a chi crede che il governo federale sia un usurpatore, e in particolare questo, guidato dal "socialista" Barack Obama.

L'elezione del primo afro americano alla Casa Bianca, la sua politica, nel corso degli anni ha radicalizzato le posizioni di alcune frange estreme della destra americana. I recenti rapporti dell'intelligence - o di alcuni think tank progressisti - hanno denunciato la crescita esponenziale di questi gruppi, o delle minacce provenienti anche dai singoli. In fondo, la strage di Oklahoma City (il 19 aprile del 1995) era stata perpetrata da Timothy Mc Veight e da un paio di complici; l'attentato alle Olimpiadi di Atlanta  nel 1996 (due morti)  era stata opera invece di Erich Robert Rudolph, che voleva colpire "gli ideali del socialismo globale" rappresentati dalla Olimpiadi e "supportati dal governo di Washington."

Qui, l'obiettivo poteva essere il cosmopolismo di un appuntamento sportivo, l'antica maratona di Boston, che ogni anno fa radunare nella città americana migliaia di persone che giungono da ogni parte del mondo.

In questo momento negli Usa sono due i grandi dibattiti sociali: l'immigrazione e una legge più restrittiva sul controllo delle armi. La due riforme che vorrebbe Barack Obama, agli occhi dei militanti dei gruppi di destra, appaiono due minacce, in grado di colpire le fondamenta della Repubblica Americana, in particolare la libertà di possedere armi da fuoco. Non è un caso che molti media abbiano sottolineato il fatto che l'ultimo miglio della maratona fosse dedicato alle vittime della strage di Newtown.

Nelle prossime ore, gli inquirenti diranno quale è la pista che privilegiano. Per ora, rimangono le suggestioni e le ipotesi. E una certezza: l'America si sente vulnerabile. Anche, ma forse soprattutto, rispetto ai pericoli che si insidiano tra le pieghe della sua società in questa epoca di cambiamento.

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Michele Zurleni

Giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

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