Presidente degli Stati Uniti? Adultero sì, ma non ateo

Lo dice una ricerca del Pew Research Center. Gli americani accetterebbero un candidato che fuma spinelli, ma non uno miscredente

– Credits: Barack Obama (Getty Imagines/ Pete Souza)

Per gli americani, un candidato presidente può avere un sacco di vizi; avere relazioni extraconiugali e consumare abitualmente marijuana; può anche bere alcolici in modo più o meno abbondante; può fare tutto questo anche quando viene eletto, quando entra nello Studio Ovale, se vuole, ma una cosa non deve fare: non deve essere un ateo. Può essere un peccatore, insomma, ma deve essere un timorato di Dio.

Il Pew Research Center indaga in modo puntuale sulle opinioni degli americani. L'ultima indagine è sulla figura del presidente. Quali vizi può permettersi senza essere punito dagli elettori? Ma soprattutto quale profilo deve avere per attirare il loro consenso?

Le scappatelle dei presidenti

Il sondaggio fornisce risposte chiare. Rispetto al passato i tempi sono cambiati. Gli americani ne hanno già visto delle belle durante la loro Storia: le continue scappatelle di John Fitzgerald Kennedy, lo scandalo sessuale di Bill Clinton, il passato da fumatore di spinelli di Barack Obama, i quattro pacchetti al giorno di sigarette di Lyndon Johnson, i figli naturali di Thomas Jefferson. Tutto hanno visto e tutto hanno finora perdonato, o quasi, ai loro presidenti. Tutto a parte non essere dei credenti.

Il 53% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di essere totalmente contrario a dare il suo voto a chi si dichiara ateo. Negli Usa della completa separazione dei poteri, del date "a Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare”, il fattore religioso rimane ancora importantissimo. Un'altra ricerca, questa volta dell'Università del Minnesota, ha scoperto che, di fronte a due candidati con un programma più o meno simile, solo il 5% dell'elettorato sarebbe disposto ad appoggiare quello non credente.

Spinello sdoganato

E se dovessero dover scegliere tra un adultero e un miscredente? Nessun dubbio. La maggioranza voterebbe per il primo, distaccando di 18 punti in percentuale il secondo. Solo il 22% degli interpellati dal Pew Research Center voterebbe contro un candidato a causa della sua propensione a drogarsi con marijuana. Percentuale, quest'ultima, che indica come siano ormai mutati i tempi.

Una volta, nessun aspirante presidente avrebbe potuto dire di aver fumato uno spinello. Bill Clinton aveva sdoganato l'abitudine dicendo, però, di non aver mai aspirato. Obama, invece, ha scritto nero su bianco prima ancora di iniziare la sua ascesa alla Casa Bianca, di averlo fatto in modo abbondante nel suo lontano passato. Faceva parte di una banda di adolescente il cui passatempo preferito era quello.

Sapeva che gli sarebbe stato perdonato. Quello sì, ma non altro.

Comunque sia, il candidato ideale deve avere una particolare esperienza nel suo curriculum per mettere tutti d'accordo: aver fatto il servizio militare. Un ex soldato piace a tutti gli americani

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