Sandy Hook School, ritorno a scuola dopo la strage

Gli alunni sono tornati a lezione dopo il 14 dicembre. Per loro è il tentativo di ricominciare dopo l'orrore che hanno vissuto

(Ansa/Justin Lane)

Il pullman giallo e nero della scuola ha imboccato la strada che porta a nord, come tutte le altre mattine, ma questa volta non si è fermato a pochi minuti dal centro di Newtown. L'autista ha proseguito, ha svoltato a destra, facendo una deviazione verso sud, ha preso la Church Hill Road, la Washington Avenue e poi si è infilato nel tranquillo traffico della Toddy Hill Road, quasi un lungo rettilineo che ha portato l' automezzo fino alle porte di Monroe: dieci chilometri di distanza, una quindicina di minuti di percorso per tentare di cambiare pagina (se mai fosse possibile) dopo la strage del 14 dicembre.

Per la prima volta dopo che Adam Lanza ha portato la morte tra le mura di una scuola elementare di una tranquilla cittadina della provincia americana, gli alunni della Sandy Hook School sono tornati sui banchi. Ma non nelle aule che hanno visto l'orrore; non tra i corridoi dove le maestre tentavano di scappare con i loro bambini, non nelle stanze dove gli adulti cercavano di proteggere i più piccoli : l'edificio che ospitava la scuola è ancora chiuso, sigillato per l'inchiesta e le autorità di Newtown devono ancora decidere cosa farne. Il "ritorno"è nella Chalk Hill Middle School di Monroe, ristrutturata in pochi giorni, con l'aiuto di decine di genitori volontari, adattata alle esigenze di una una scuola elementare (i bagni sono stati rifatti per avere i sanitari delle giuste dimensioni), ribattezzata Sandy Hook (per fare sentire ai bambini una continuità nella straordinarietà degli eventi) e soprannominata "Winter Wonderland", come ha detto la direttrice.

Quando sono arrivati i 400 bambini (dai 5 ai 10 anni) hanno trovato le loro classi come le avevano lasciate quasi tre settimane fa. Abbellite, però, da disegni fatti e inviati da piccoli di tutto il mondo, che hanno voluto così dimostrare la loro solidarietà. Sul piazzale davanti alla scuola, un grande cartello: Benvenuti, vi amiano. Un cordone di polizia ha tenuto lontano giornalisti, fotografi e cameraman, i quali hanno potuto  seguire l'arrivo dei pullman solo agli angoli delle strade, senza potersi avvicinare all'edificio. Le misure di sicurezza della Nuova Sandy Hook School sono forti. Un genitore, intervistato, ha detto che vedendole, si è sentito rassicurato. le autorità non hanno voluto entrare nei particolari, ma è evidente che l'edificio è sotto sorveglianza.

Molti genitori hanno scortato con le loro automobile i pullman della scuola, questa carovana di sopravvissuti al più grave omicidio di massa compiuto in un edificio scolastico dopo quello del Virginia Polytechnic Institute nel 2007. Volevano accompagnare i figli in questo ritorno, volevano essere certi che fossero al sicuro nella nuova sistemazione. Molte madri e qualche padre si è anche fermato dentro la scuola, e ha assistito alle prime ore di lezione, una lettura fatta tutti insieme per ritrovarsi e prendersi le misure (emotive) dopo lo shock del massacro.

Molti di questi bambini soffrono di incubi, come Mamnun, sei anni. La madre spiega ai giornalisti che l'avvicinano che dal 14 dicembre non ha praticamente più dormito senza svegliarsi nel mezzo della notte urlando. L'altro giorno le ha portato un disegno: un uomo a terra, in una pozza di sangue. Oggi, non voleva andare a scuola. Voleva rimanere a casa.

Gli psicologi hanno suggerito ai dirigenti scolastici e alle insegnanti di comportarsi come sempre con i loro alunni. Normalità e rassicurazione: è quello di cui hanno bisogno questi bambini. E di quel cartello all'entrata della scuola: Benvenuti, vi amiamo.

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