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I favori di Obama a Big Pharma

Il Partito Repubblicano attacca: pur di fare approvare la sua Riforma Sanitaria, il presidente è sceso a patti con la potente industria farmaceutica negli Stati Uniti. La vicenda era stata denunciata già nel 2009, ma ora la diffusione pubblica di alcune mail tra la Casa Bianca e alcuni lobbysti la riporta sotto la luce dei riflettori.

Obama

President Barack Obama walks through the columns of the West Wing colonnade before he made statements on the economy and the H1N1 swine flu virus in the Rose Garden of the White House in Washington, Tuesday, Sept. 1, 2009. (AP Photo/Charles Dharapak)

La storia risale all'epoca dell'approvazione della Riforma Sanitaria. Ma ora, i repubblicani tornano a cavalcarla, consci del fatto che possa (almeno) ferire Barack Obama. E forti delle prove trovate: uno scambio di mail tra la Casa Bianca e i rappresentanti della lobby di Big Pharma negli Usa. Che dimostrano come tra le due parti ci fu un'intesa, un accordo preso per evitare che le case farmaceutiche mettessero i bastoni tra le ruote alla legge tanto voluta dal presidente.

All'epoca, nel 2009, la denuncia di questo patto provocò le imbarazzate reazioni dell'Amministrazione; adesso, in attesa della sentenza della Corte Suprema che potrebbe affondare la riforma e a pochi mesi dalle elezioni, riproporla al grande pubblico può essere un problema per Barack Obama. Tanto più che anche media amici, come il New York Times, hanno deciso di dare largo spazio alla notizia.

Le mail "incriminate"(molte delle quali sono state diffuse dai deputati repubblicani prima della loro pubblicazione sul NYT), un vero e proprio negoziato, furono scambiate tra Nancy-Ann DeParle, la consulente di Obama sul testo della riforma , e i più potenti lobbysti delle multinazionali del farmaco. Provano come a un certo punto l'Amministrazione abbia deciso di mettere da parte la scelta di bloccare il prezzo di alcune medicine, pur di riallacciare i rapporti con un settore che era gia' sul piede di guerra.

Un vero e proprio favore a Big Pharma, che aveva paura di perdere profitti con il varo della riforma. Un cinico compromesso al ribasso per i critici della Casa Bianca;  una necessaria intesa per evitare che una legge che era destinata a dare (o obbligare, a seconda dei punti di vista) a ogni americano la copertura sanitaria venisse osteggiata dalle case farmaceutiche, rispondono le fonti dell'Amministrazione.

Se non ci fosse stata l'intesa, Big Pharma non avrebbe appoggiato la legge, stanziando anche dei fondi per la sua applicazione (diventata a quel punto conveniente per la stessa industria).  'Per tutti quei lunghi mesi - ha spiegato Dan Pfeiffer, capo della comunicazione della Casa Bianca - il presidente ha sempre detto che avrebbe fatto accordi con chiunque pur di portare a casa la riforma". Una frase che potrebbe essere intesa come un manifesto del Pragmatismo.

Ma tutti gli sforzi compiuti da Barack Obama allora, adesso potrebbero rivelarsi inutili, se non controproducenti. La Corte Suprema potrebbe bocciare la Riforma, gli americani l'hanno accolta con freddezza o fastidio. E il fatto che il presidente abbia stretto accordi con l'industria (farmaceutica, in questo caso) non lo fa certo apparire come il Paladino del Cambiamento dei Costumi Politici a Washington.

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