Gli americani sono affascinati da questo Papa. Lo vedono agire e parlare come un leader spirituale, come un pastore di anime e subito dopo sentono l'elenco delle sue priorità politiche.

In un paese che ha sempre formalmente rispettato la separazione tra ciò che è di Dio da ciò che è di Cesare, ma che ha anche sempre tenuto la fede religiosa sullo sfondo della vita politica, il messaggio di Francesco non fatica a trovare grande attenzione. Perché è diretto, esplicito. Perché trova una felice sintesi tra la fede privata e l'agire pubblico.

Un grande comunicatore

Come milioni di europei, ultimamente anche milioni di americani sono stanchi dei discorsi fumosi e del cerchiobottismo dei loro politici. Quando trovano qualcuno che parla chiaro, lo ascoltano.

Se poi, a questa virtù si accompagna anche una certa coerenza, il personaggio può diventare carismatico. Un'icona popolare. Come, di fatto, è già accaduto a Francesco in questo suo inizio di viaggio americano. ("Pope is pop" è il titolo di una canzone in voga in questi giorni. 

Sono doti che possiede anche un uomo sulla breccia in queste settimane negli Usa, un personaggio speculare a Francesco: quel Donald Trump che è in testa nei sondaggi delle primarie del Partito Repubblicano a forza di slogan contro gli immigrati (per lo più latinos).

Ed è per questo che l'altra America, quella che non vuole una vittoria politica e culturale del miliardario, guarda a Francesco come a un naturale alleato, Di più: come a una fonte d'ispirazione. Lo è, per esempio, per Barack Obama, che ha trattato questo papa come non ha mai fatto con nessun altro leader straniero in visita negli Stati Uniti.

Il modello anti Trump

E Francesco non lo ha deluso. Come hanno sottolineato diversi media americani, il breve discorso tenuto dal Papa alla Casa Bianca ha mostrato ancora una volta quanto sia alto il grado di sintonia e di empatia tra l'ex prete delle periferie di Buenos Aires e l'ex operatore sociale dei sobborghi neri e poveri di Chicago.

E'bastato sentire dire quella frase ("Io, figlio di una famiglia di immigrati sono felice di essere ospite in questo paese") per avere la conferma che Francesco sarebbe subito entrato con i piedi nel piatto della politica americana. Poteva esserci miglior biglietto di presentazione per quella parte d'America che è d'accordo con le uscite di Trump sugli stranieri?

Questo dell'immigrazione è uno dei perni, insieme ai cambiamenti climatici e alle diseguaglianze sociali, attorno ai quali ruota la campagna per le presidenziali del 2016. Francesco ne parlerà ancora davanti al Congresso, simbolo per molti americani dell'affarismo della politica, e all'Assemblea delle Nazioni Unite.

La politica di un pastore

Politico, il Papa è stato anche quando nell'incontro con i vescovi americani nella cattedrale di Washington ha parlato dello scandalo degli abusi sessuali e ha chiesto che non si ripeta mai più; uno scandalo che ha messo a dura prova la Chiesa Cattolica negli Stati Uniti.

Politico, ma con toni più soft, Francesco lo è stato anche quando ha pregato per "le innocenti vittime dell'aborto, per i bambini morti per la fame o per i bombardamenti" e ancora una volta per "gli immigrati che sono morti affogati mentre erano alla ricerca di un domani migliore".

Il fascino di un'icona

Milioni di americani sono affascinati da questo papa perché parla il linguaggio dell'ordinary people, della gente normale; perché è pragmatico ed è portatore di un grande cambiamento, perchè sa coniugare la religione e la politica come alcuni grandi leader storici del passato hanno saputo fare in America.

In fondo, è il papa di un nuovo corso (della Chiesa, ma non solo). E nulla affascina più gli americani di una nuova frontiera. Il suo primo giorno negli Usa ha fatto già capire quanto popolare possa diventare per milioni di americani. Change. Non era questo lo sloglan più famoso degli ultimi anni? E poco importa che su temi come aborto e matrimonio omosessuale, il papa sia (come è naturale) assolutamente contrario.

L'elenco delle priorità politiche è stato chiaro. Per questo l'America delle minoranze e progressista guarda a Francesco come a un alleato. E un modello.




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