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Caso Petraeus: i misteri di David e di Jill

Sono due i nodi da chiarire sulla vicenda: cosa abbia scoperto il capo della Cia nella sua missione segreta a Bengasi e i canali di contatto di Jill Kelley con i generali americani

Il capo della Cia David Petraeus (ANSA/MATTHEW CAVANAUGH)

In una vicenda in cui nulla appare chiaro e scontato, gli interrogativi e le domande su alcune zone d'ombra attorno ai protagonisti dello scandalo che ha portato alle dimissioni del capo della Cia aumentano.

Mentre alla Casa Bianca invitano alla calma, al Campidoglio, invece, molti deputati e senatori sono in fibrillazione per l'audizione che David Petraeus avrebbe dovuto tenere di fronte al Comitato parlamentare per la Sicurezza e che è stata rinviata sine die.

Oggetto di quella deposizione avrebbe dovuto essere il risultato del misterioso viaggio che l'allora Numero Uno dell'Agenzia ha fatto a Bengasi subito dopo l'uccisione dell'ambasciatore Stevens. Classificata, ma segreta, la missione del generale sarebbe stata indirizzata a comprendere la dinamica degli avvenimenti che hanno portato all'uccisione del diplomatico e quale fosse la situazione della rete e delle strutture della Cia in Libia dopo l'attentato.

Che lo stesso David Petraeus abbia attraversato l'Oceano per supervisionare di persona l'inchiesta sulla morte di Stevens non è considerato un fatto usuale tra i membri del Congresso. Che adesso vogliono capire cosa ha scoperto (l'ex) capo della Cia e se c'è qualche collegamento tra l'attacco di Bengasi e lo scoppio dello scandalo in cui è rimasto coinvolto il militare.

Così come sono molti i misteri rispetto alla figura di Jill Kelley, la donna che è riuscita ad "agganciare" due tra i più importanti ufficiali dell'esercito statunitense. 37 anni, di orgine libanese, sposata con un medico di successo, indebitata fino al collo - dicono alcune rilevazioni della stampa -, la donna (amica di Petraeus, amica del generale Allen) da quando si era trasferita a Tampa aveva aperto il suo salotto ai militari.

Le cronache dicono che i suoi famosi party allo champagne sarebbero iniziati ben prima che David Petraeus diventasse il comandante del CentCom, ma che poi si sarebbero intensificati quando l'eroe dell'Iraq aveva assunto quell'incarico, dal 2010. La coppia Kelley di invito in invito era riuscita a costruire un rapporto di solida amicizia con la coppia Petraeus, tanto che quando il generale era in missione all'estero, la moglie Molly trascorreva molto tempo con Jill e con la sorella gemella Natalie.

Jill Kelley, secondo il Washington Post, aveva assunto anche un ruolo particolare: di sua spontanea volontà aveva deciso di essere una sorta di canale di collegamento tra gli ufficiali di Tampa e i funzionari del governo libanese e di altri governi mediorientali. La rivelazione è giunta da una fonte vicina a David Petraeus e fa comprendere l'intraprendenza della donna, che sembra andare ben al là dell'essere la "dama del salotto" di Tampa.

Che Jill Kelly non sia proprio l'utima arrivata lo si capisce anche dagli avvocati che si è scelta: Abbe Lowell che ha difeso Bill Clinton e Judy Smith che, invece, ha aiutato al tempo del Sexgate la stagista Monica Lewinski.

Un altro dei misteri della Signora in Giallo.

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