Agli americani interessa Beppe Grillo

La politica e gli affari negli Stati Uniti guardano con interesse e un poco di apprensione ai risultati delle elezioni del 25 maggio: rischiano a vincere gli anti europeisti

– Credits: Le bandiere degli Usa e dell'Europa (Getty Imagines/ Donald Miralle)

Per la prima volta, l'establishment politico e finanziario degli Usa guarda con estremo interesse alle elezioni europee. Considerate fino a ora dagli esperti dall'altra parte dell'Atlantico solo come una sorte di test per valutare il gradimento di ogni governo nazionale in questo caso, invece, le consultazioni del 25 maggio sono attese con una sottile tensione da parte dell'amministrazione Obama e da Wall Street.

L'abbandono di Obama

Il motivo è molto semplice: l'Europa è in crisi, la crescita economica appare molto debole se non esistente in alcuni paesi, la disoccupazione è a livelli da incubo, il Vecchio Continente sembra essere in preda alla stessa sindrome di immobilismo che ha colpito il Giappone per decenni. L'America può subire conseguenze da questa situazione.

Non solo. Oltre a un incerto orizzonte economico, l'Europa vive un momento di instabilità politica grazie alla crisi Ucraina; una crisi che ha evidenziato ancora di più i limiti dell'azione politica europea. A tutto questo si deve sommare un altro fattore: i partiti anti europeisti possono vincere (politicamente, se non nei numeri) le prossime elezioni, raccogliendo la rabbia e la frustrazione che percorre il continente da nord a sud, da est a ovest. Un'affermazione che preoccupa Washington.

Un quadro negativo

Gli americani avevano lasciato l'Europa a sè stessa. Obama se ne era interessato solo quando la crisi dell'euro metteva a rischio la ripresa negli Stati Uniti, ma soprattutto la sua possibilità di essere rieletto. Passato il pericolo, la sua amministrazione ha poi guardato al Pacifico, a Pechino, e ha lasciato da parte Bruxelles. Dopo alcuni anni, la Casa Bianca ha capito di non aver fatto la scelta più felice. Il risveglio dell'Orso russo l'ha messa di fronte alle conseguenze di quella politica. Il fianco degli Usa è rimasto scoperto.

Per Washington, tutti questi fattori messi insieme - crisi economica, incapacità di azione politica, ondata di anti europeismo - forniscono un quadro fosco. E, così, per la prima volta, i risultati delle elezioni europee interessano seriamente anche l'altra sponda dell'Atlantico. Wall Street guarda alle mancate riforme europee e pensa che la ripresa debole andrà a incidere sui mercati internazionali; la debole presidenza di Obama non si consola con l'immobilismo politico di Bruxelles: Anzi. Ora è un problema.

L'interesse per l'anti europeismo

L'America tende all'isolazionismo e non ha voglia di mettersi sulle spalle il peso di un fardello pesante come il declino europeo, ma, allo stesso tempo, deve in qualche modo agire se non si vuole trovare con un peso ancora maggiore sulle spalle.

Per l'americano medio, tutto questo è molto lontano. Come lontani sono i tempi in cui, durante la campagna elettorale, Mitt Romney accusava Obama di voler ridurre gli Usa al "livello" dell'Italia. Per la politica e gli affari di Washington non è così. Per i grandi media, in questo caso, le elezioni interessano per le pulsioni anti Bruxelles degli europei. Non è quindi un caso che il New York Times abbia dato spazio a reportage in cui si analizzano i partiti contro l'euro e l'Europa.

Il quotidiano newyorchese ha messo al centro il caso italiano, la perdita di amore di un parte della nostra opinione pubblica nei confronti di Bruxelles. L'uomo simbolo di questa delusione è Beppe Grillo. L'individualismo italiano che una volta guardava all'Europa, ora, invece la rifiuta. A Roma, come in tanti altri paesi, in tutto il continente. Nessuna copertura a tappeto, ma il segnale che la vicenda ora crea interesse. Le elezioni europee questa volta  contano anche per Washington.

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