Barack Obama tradirà Detroit?

La città capitale dell'auto Usa rischia la bancarotta e ha chiesto aiuto al presidente, ma la Casa Bianca per ora non interviene. Eppure il 75% degli elettori ha votato per lui

Obama a Detroit durante un comizio della recente campagna elettorale (Ansa/Jeff Kowalsky)

Nei comizi che teneva in Michigan durante la campagna elettorale, Joe Biden tirava fuori uno slogan molto utilizzato dai supporter di Barack Obama: "Detroit is alive, Osama is dead". La capitale dell'auto è salva, Bin Laden è stato eliminato. Il vicepresidente sintetizzava così i successi del primo mandato. E quelle parole hanno avuto effetto se si pensa che la middle class bianca di Michigan e Ohio ha poi votato per la rielezione di Obama. Lui ha sempre rivendicato la decisione di concedere il prestito federale che nel 2009 aveva salvato Chrysler e General Motors dalla bancarotta e gli elettori, grati, lo hanno premiato.

Se Motor Town si è salvata (intesa come industria dell'automobile), rischia invece di affondare Detroit (intesa come municipalità). Secondo alcuni esperti, a fine dicembre, la città può finire in bancarotta. I soldi sarebbero quasi finiti e non si potrebbero più pagare stipendi e fornitori di servizi. Colpa di investimenti sbagliati, ma anche (e soprattutto) della crisi che iniziata nei decenni scorsi, con l'arrivo cinque anni fa della peggiore depressione economica, si è acutizzata in modo tale da cambiare volto a Detroit.

La popolazione è drasticamente diminuita, le case sfitte non si contano più, le aree dismesse e abbandonate, figlie dell'impossibilità di fare nuovi investimenti, sono monumenti a un passato orgoglioso di una delle città più dinamiche degli States. Le autorità locali hanno pensato di destinare ad altro utilizzo quelle aree, sviluppando, per esempio, un sistema di orti che sembra essere ancora molto lontano dal trasformarsi in realtà. In attesa di una ripresa completa dell'industria dell'auto, Detroit soffre ancora molto le trasformazioni imposte dai tempi. Meno popolazione significa anche meno entrate per la casse pubbliche. Se poi, alcune somme vengono direzionate verso progetti con scarso futuro, il gioco è fatto. E la bancarotta vicina.

Durante una seduta del consiglio comunale, JoAnn Watson, per anni sindaco della città e per un lungo periodo vice presidente del Comitato Nazionale del Partito Democratico ha detto chiaro e tondo quello che pensa: "La città ha aiutato Obama a essere rieletto, ora lui deve aiutare la città a non fallire". E, cifre alla mano, gli abitanti di Detroit hanno dato un grande aiuto a Obama.

Almeno il 75% degli elettori ha votato per lui lo scorso 6 novembre. Malgrado questo dato, interpellata, la Casa Bianca, per ora ha taciuto. Il portavoce ha glissato sulle domande poste sull'argomento. Cosa farà il presidente?. In passato ci sono stati casi in cui città sono state aiutate dal governo federale. New York City, per esempio, evitò il collasso finanziario nel 1975 grazie a un credito di due miliardi di dollari concesso da Gerald Ford.

Detroit chiede un intervento analogo a Barack Obama. Gli ha dato un mano a rimanere alla Casa Bianca. E lui, ora, cosa deciderà di fare? Premierà Detroit o la tradirà?

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