L'Islam radicale agiva a Nizza già alla metà degli anni '80. Secondo Nice-Matin trovarono rifugio in città alcuni dei terroristi responsabili dell'attentato del 17 dicembre 1986 a Parigi. In rue Des Rennes un ordigno nascosto sotto un tombino nei pressi dei Magasin Tati fece 7 morti e 55 feriti nel nome di Hezbollah, nel quadro della guerra Iran-Iraq in cui la Francia supportò il governo di Baghdad. 

Poco dopo l'11 settembre 2001 risultavano attivi nei quartieri periferici della città nuclei di rappresentanti dell'islam radicale legati ad Al-Qaida, alcuni dei quali saranno poi feermati a Milano dopo l'intercettazione di alcuni messaggi sospetti inviati da un cyber-cafè di Mentone. 

Nizza e la Costa Azzurra sono un porto per l'immigrazione in Francia fin dalla fine dell'800. Per primi gli Italiani (liguri e piemontesi in cerca di fortuna) assieme agli Armeni e ai Russi. I primi maghrebini arrivano negli anni '30, ma è dalla decolonizzazione che la zona della Francia meridionale vede un'impennata dell'immigrazione dal continente africano.

Da Tunisia, Algeria e Marocco ma anche dall'Africa sub-sahariana il flusso migratorio gonfia i quartieri periferici di Nizza, specie nella zona Nord-est. Il primo tentativo di porre un freno al flusso viene nel 1974 con Giscard d'Estaing ma nel 1981 Mitterrand impone una virata con la sospensione dei provvedimenti di espulsione e l'inizio di un processo di regolarizzazione della nuova immigrazione, poi nuovamente bloccato verso la fine degli anni '80 da nuove misure restrittive. In un alternanza tra misure coercitive e volontà di regolarizzazione, la comunità islamica di Nizza rappresenta alla fine degli anni '90 circa il 40% del totale della popolazione immigrata residente

I quartieri Moulins e l'Ariane, la quinta banlieue francese per popolazione residente,  nascono dal nulla alla fine degli anni '60 per cercare di arginare una vera e propria emergenza sociale dovuta alla crescita delle bidonvilles degli immigrati cresciute intorno ai cantieri del boom edilizio. La società a capitale misto Sonacotral, inaugura il quartiere popolare di Nice-village nel 1976. La creazione dei quartieri-dormitorio ai margini di una delle città più amate dai turisti internazionali non fa altro che esacerbare la segregazione e la rabbia degli immigrati delle ex colonie. 

Dal 1995 al 2008 Nizza, roccaforte elettorale di Jean-Marie Le Pen, è governata dal sindaco del RPR (destra gaullista) Jacques Peyrat. Per ben tre mandati consecutivi il sindaco già membro dell' FN si oppone ad ogni concessione di luoghi di culto per la comunità musulmana. Nonostante le concessioni fatte dal suo successore Christian Estrosi, la situazione non migliora. Nizza è diventata dalla metà degli anni 2000 un centro di reclutamento per l'Afghanistan, la Siria e l'Iraq, spinto dalla propaganda islamista della lettura del "Corano radicale" non in moschea, ma sui marciapiedi della banlieue. 

Già nel 2005 era stata smantellata una vasta rete di reclutamento per l'Iraq estesa dai quartieri orientali di Nizza fino a Vence. Nel marzo del 2012 una trentina di giovani dei quartieri popolari erano pronti a partire per l'Afghanistan, organizzati da Omar Diaby, un senegalese rapinatore di professione diventato punto di riferimento dei jihadisti nizzardi. Lontano dalla moschea, tra le squallide strade della periferia orientale.

Come altri membri della comunità islamica Diaby era parte attiva nell'organizzazione integralista "Forsane Alizza", o i "Cavalieri della Fierezza", un'organizzazione disciolta il 2 marzo 2012 dal ministro dell'Interno Guéant. Ispirata al salafismo jihadista, l'organizzazione era particolarmente inclinata all'antisemitismo e alla rappresentazione dello Stato e dei cittadini francesi come "kouffar", cioè miscredenti ed infedeli. Molto attivi su internet, i giovani jihadisti francesi erano guidati da Mohammed Achlamane, figlio di un marocchino e di una bretone, nato in Francia nel 1977. Cittadino francese ed europeo, nato e cresciuto nelle squallide vie della periferia di Nantes. 


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