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Chi è Leopoldo Lopez, l'oppositore venezuelano in carcere

Un processo viziato da gravi irregolarità si è concluso con una pena durissima per il leader dell'opposizione che ora può tentare il riscatto

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Leopoldo Lopez, in una sillohuette di cartone duranta la manifestazione a Caracas – Credits: GETTY IMAGES

UPDATE: Le elezioni in Venezuela del 6 dicembre 2015 ribaltano la situazione politica nel Paese sudamericano con uno schiaffo al partito chavista di Maduro e la maggioranza assoluta al MUD, il partito di opposizione il cui leader Leopoldo Lopez, è stato messo in carcere a settembre dopo una condanna per gli incidenti scoppiati nel febbraio del 2014 durante una manifestazione studensca in cui morirono due studenti e un dirigente del partito di Huho Chavez. Ecco cosa è successo.

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Fa discutere la condanna esemplare che, dopo diciannove mesi, un giudice venezuelano ha inflitto a Leopoldo Lopez, economista 44enne e storico oppositore del governo chavista che era stato accusato dalle autorità di essere il responsabile degli incidenti scoppiati al termine di una manifestazione studentesca svoltasi il 12 febbraio 2014,  durante la quale i manifestanti diedero l'assalto alla sede della Procura di Caracas e morirono due manifestanti e un dirigente del partito di Hugo Chavez.

Leopoldo Lopez, che inizialmente fu anche accusato del triplice omicidio accaduto durante gli scontri fino a che un'inchiesta giornalistica non riuscì a demolire il castello di menzogne costruito dalla Procura, si era consegnato sei giorni dopo gli incidenti, professando quello che aveva sempre sostenuto: che la sua era una lotta nonviolenta e pacifica, che le accuse contro di lui erano minate da un vizio persecutorio, che «se andare in prigione può servire a svegliare nel popolo la volontà di cambiamento verso pace e democrazia, allora ne sarà valsa la pena».


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Rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, a nord di Caracas, Lopez è diventato un simbolo. Non solo per l'opposizione venezuelana, che il governo populista di Nicolas Maduro accusa di essere al soldo della Cia, ma anche per molti gruppi di difesa dei diritti umani, tra i quali anche Amnesty International, che hanno svelato la mole di irregolarità di un processo che è apparso da subito come un «processo politico»  volto a tacitare una voce scomoda. Barack Obama e l’Europarlamento di Strasburgo hanno condannato l'abuso di autorità di cui si è macchiato il governo di Caracas. Per il leader dell'opposizione la speranza ora è quella di un regime change.

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