Vivevano a Londra da poche settimane. Abitavano al 23 esimo piano della Grenfell Tower Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due italiani che sono morti nel devastante incendio ha avvolto l'intero grattacielo la notte del 13 giugno.

Chi sono Gloria e Marco

Lei, 27enne originaria di Camposampiero, in provincia di Padova e lui, coetaneo della ragazza, di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. Erano fidanzati e avevano scelto quell'edificio degli anni '70 tra la skyline a nord Kensington che ospita numerose famiglie della classe media e della classe operaia per la loro convivenza. Erano due architetti e avevano iniziato a lavorare nella capitale britannica dal marzo scorso.

Nell'incendio, secondo l'ultimo bilancio di Scotland Yard, hanno perso la vita almeno 12 persone e 34 sono i feriti.

Si erano conosciuti all'Università di Venezia, dove entrambi si erano laureati in architettura. Poi in primavera la decisione di partire per la City, per perfezionare il loro inglese. E dopo neanche due mesi avevano trovato entrambi un lavoro, in due studi di progettazione diversi. Il sogno che si avvera. Poi la tragedia.

Marco e Gloria dovevano rientrare in Italia a metà giugno, per una breve vacanza programmata e il compleanno di lui.

L'ultima telefonata

Giannino Gottardi, il padre di Marco ha raccontato all'agenzia Ansa: "Siamo stati al telefono con i ragazzi fino all'ultimo istante poi ci hanno detto che l'appartamento era invaso dal fumo e le comunicazioni si sono interrotte. Speriamo solo in un miracolo".

L'annuncio della tragedia che si stava consumando nella Grenfell Tower è arrivato nella notte, con telefonate che i ragazzi hanno fatto alle famiglie in Italia. "Siamo stati svegliati alle 3.45 della notte dalla mamma di Gloria - spiega ancora Gottardi - che era stata allarmata dalla figlia. Ci siamo subito messi in contatto con Marco, il quale minimizzava l'accaduto. Penso facesse così per tranquillizzare Gloria e anche mia moglie".

"Ci sono state una serie di telefonate convulse - prosegue il padre di Marco - nelle quali continuava a garantirci che i soccorsi stavano arrivando e che la situazione si poteva risolvere".

Poi l'ultimo contatto e il silenzio: "Alle 4.07 c'è stato l'ultimo drammatico contatto, nel quale ci ha informati che il loro appartamento era invaso dal fumo e che la situazione diventava di emergenza. Da quell'istante non abbiano avuto più alcun contatto e il telefono non era più raggiungibile".

I genitori di Marco avevano fatto visita al figlio e alla fidanzata lo scorso maggio, alloggiando nello stesso appartamento, dalle cui finestre si godeva una grande visuale panoramica.

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