Mentre Liu Xiaobo stava morendo, per niente rassegnato alla malattia e alla prigionia, scriveva quello che probabilmente sarebbe stato il suo ultimo componimento.

Liu, attivista democratico e premio Nobel per la Pace 2010 condannato a 11 anni di carcere per aver osato lottare a favore della democrazia in Cina, durante le sue ultime ore di vita non ha composto infatti un testo politico, ma un omaggio a sua moglie Liu Xia, l'artista con cui ha condiviso (seppure a distanza) parte della sua vita e che da anni è condannata ai domiciliari senza alcuna imputazione.

Le ultime poesie

"Amore intenso come il ghiaccio, amore lontano come l’oscurità", si legge in una delle note scritte a mano da Liu dall’ospedale della città di Shenyang prima di morire di cancro al fegato il 13 luglio 2017. "La mia lode (per Xia n.d.r.) è forse un veleno indicibile", ha scritto alla moglie facendo riferimento alle opere da lei composte e agli anni di condanna subiti da entrambi.

Poesie, più che semplici note, che sono state usate per la prefazione di una raccolta inedita di fotografie della donna dal titolo “Accompanying Liu Xiaobo”, parole e immagini che sono state messe insieme in un libro da Perry Link, professore di cinese presso l'Università della California, Riverside.

Le foto di Xia

Le fotografie in bianco e nero presenti nel libro sono per lo più immagini di bambole con espressioni addolorate. Scatti esplicativi della condizione che i due coniugi hanno passato che, da Parigi ad Hong Kong, sono stati esposti. Un paio di esempi: una foto mostra un pupazzo bloccato in una gabbietta per gli uccelli mentre tiene in mano una candela tremolante. Un'altra immagine presenta una bambola le cui braccia e gambe sono legate con strisce di stoffa.

La storia d’amore

Aveva 28 anni, Liu Xia, quando ha incontrato quello che sarebbe poi divenuto suo marito. Quando si erano conosciuti, era la primavera del 1989 e all’epoca Xia era solo un’aspirante poetessa in fuga da un padre funzionario contrario alla propaganda politica dissidente e che volentieri avrebbe sistemato (o meglio controllato) la figlia in un ufficio delle tasse.

Giovani, ma già noti al governo,Xiaobo e Xia appartenevano entrambi a un circolo di scrittori, artisti e accademici che abbracciano la nuova libertà e le idee aperte dalla riforma economica in contrasto con la politica di stato.

Si erano amati fin da subito anche se non avevano mai vissuto pienamente la loro relazione da persone libere poiché Pechino aveva impedito loro anche lo scambio di semplici lettere d'amore.

Si erano sposati nel 1996 mentre Liu, già considerato un dissidente, stava scontando una pena detentiva all'interno di un campo di lavoro.

"Ho vissuto come la moglie di un condannato. Durante questo periodo di intensa solitudine e disperazione ho iniziato a fotografare in bianco e nero ", ha scritto Xia in una dedica al suo libro. "Sono grata alla mia famiglia per il loro inesauribile amore dimostratomi nei momenti difficili".

L’ultimo gesto

Per questo motivo, sapendo che non gli restavano molti giorni da vivere, il premio Nobel aveva chiesto di essere trasferito all’estero insieme alla moglie che, durante la detenzione coatta nella loro casa alla periferia di Pechino, si era ammalata di depressione e di cuore. Secondo gli amici della coppia, con la scusa di ricevere nuove e più efficaci cure per se stesso, Liu Xiaobo aveva pensato di organizzare una fuga per la donna in un luogo che le avrebbe garantito l’incolumità.

Che fine ha fatto la vedova di Liu

Durante la prigionia la comunità internazionale non ha fatto molto per aiutare il premio Nobel ormai malato. Adesso qualcosa si sta muovendo almeno in favore della vedova. Ma che cosa sarà di lei?

© Riproduzione Riservata

Commenti