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L'Italia e i migranti: i numeri di arrivi e partenze

Dal 2007 calo costante degli ingressi, anche se resta uno delle maggiori destinazioni fra i paesi più ricchi. E ci sono gli italiani che partono

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L'arrivo a Catania della nave norvegese Siem Pilot al servizio di Frontex con a bordo i migranti soccorsi dal pattugliatore Cigala Fulgosi e le 49 vittime dell'ennesima tragedia del mare avvenuta al largo della Libia. 17 agosto 2015 – Credits: ANSA/ORIETTA SCARDINO

In Italia dall'inizio della crisi sono più che dimezzati gli arrivi di immigrati permanenti, mentre sono raddoppiati gli emigranti, cioè i cittadini che lasciano il paese per cercare fortuna altrove.

Emerge da un rapporto dell'Ocse sulla migrazione internazionale.

L'Italia, pur restando una delle maggiori destinazioni di immigrazione permanente tra i Paesi avanzati, ha registrato un costante calo degli arrivi dal 2007 a causa delle difficili condizioni del mercato del lavoro che hanno penalizzato in particolar modo i migranti, spiega lo studio.

Immigrati permanenti in Italia
L'afflusso di immigrati permanenti è sceso dai 571.900 del 2007 che ponevano l'Italia al terzo posto Ocse alle spalle di Usa e Spagna, ai 245.800 del 2013 (-57%), che la vedono all'ottavo posto tra i 34 Paesi Ocse. Anche la Spagna ha registrato una netta contrazione degli arrivi di immigrati permanenti con la crisi: il flusso è passato dai 692 mila del 2007 ai 195 mila del 2013.

Percorso inverso per la Germania, che da 232.900 immigrati del 2007 è passata ai 468 mila del 2013 e si avvia probabilmente a cifre ancora più alte, dopo le recenti decisioni della cancelliera Angela Merkel di aprire le porte ai rifugiati.
La Germania è già diventata il secondo Paese di immigrazione al mondo.

Gli Stati Uniti si confermano al primo posto, ma in calo dagli 1,05 milioni del 2007 ai 989.900 del 2013.
In base ai dati provvisori sui flussi di migrazione del 2014, l'Italia ha tra l'altro segnato una diminuzione del 9% a 255 mila contro i 279 mila del 2013.

In Partenza dall'Italia
La Penisola è per contro salita al quarto posto tra i Paesi Ocse quale paese di origine di immigrati nel resto dell'area: dalle 66 mila uscite del 2007 si arriva alle 127 mila del 2013.
L'Italia è alle spalle degli Usa (147 mila emigrati), del Messico (152mila) e della Polonia (290mila, in calo dai 339 mila del 2007).

Pur rappresentando solo lo 0,8% della popolazione mondiale, l'Italia rappresenta il 2,3% degli emigranti Ocse, con un tasso di espatrio pari a 2.130 persone per milione di abitanti contro, ad esempio, i 1.323 della Germania e i 1.587 della Francia. Al primo posto assoluto la Romania (non-Ocse) con 15.045 espatriati.

Richieste d'asilo in Italia
L'Italia figura poi in prima linea per le richieste di asilo, ma l'impatto rispetto alla popolazione totale e' decisamente contenuto rispetto ad altri Paesi. Dalla media di poco inferiore a 22mila richiedenti asilo del 2010-13 l'Italia e' passata a quasi 64mila nel 2014 (quinto posto nell'Ocse), con un aumento del 148% rispetto al 2013, il maggiore dell'Ocse.

I richiedenti asilo sono d'altro canto 1.067 per ogni milione di popolazione e i nuovi migranti umanitari permanenti sono 148 ogni milioni.

La Germania, al primo posto in cifre assolute, nel 2014 ha accolto 173mila richiedenti asilo (+58%), con un tasso di 2.115 ogni milione di abitanti. Svetta la Svezia, dove i 75mila richiedenti asilo del 2014 (+55%) sono pari a 7.918 ogni milioni di abitanti, mentre i nuovi migranti umanitari permanenti sono 3.048 ogni milione di abitanti.

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