Mercoledì 4 marzo 2015

10:00 L'esercito regolare libico del generale Haftar ha annunciato che "Derna è circondata" e l'Isis assediato, ma i miliziani dello Stato islamico conquistano due campi petroliferi a sudest di Sirte. Intanto, riparte il negoziato per ricomporre la spaccature della Libia, con il Parlamento costretto a riunirsi a Tobruk che ha dato luce verde alla ripresa dei colloqui sotto egida Onu: giovedì in Marocco il nuovo previsto incontro. Un portavoce di Haftar ha precisato che l'accerchiamento è completo e si attende un ordine di attacco: le truppe del generale, nominato di recente comandante generale delle forze armate libiche che più o meno rispondono al governo di Tobruk riconosciuto internazionalmente, si tengono per ora a 10-18 km di distanza potendo però già colpire gli accessi alla città. In particolare - si afferma - l'aviazione èpronta a bombardare obiettivi dell'Isis e dei suoi alleati di Ansar al Sharia per aprire varchi e consentire un intervento terrestre nella città a 800 km dalla Sicilia e trasformata in califfato l'anno scorso.

Martedì 3 marzo

21:00 L'Isis in Libia ha preso il controllo dei campi petroliferi di Al Bahi e Al Mabrouk, a sudest di Sirte, bombardati ieri a colpi di razzi e artiglieria. Lo riferisce al Arabiya

Mercoledì 25 febbraio

17:00 -  L'Italia e la Tunisia sono d'accordo "sul fatto che la soluzione alla crisi libica può essere solo politica e sul fatto che occorre creare le condizioni per avviare il dialogo tra le parti. La soluzione militare non può essere quella buona perché complica la situazione anche da punto di vista dei flussi migratori". Lo ha detto il ministro degli Esteri tunisino Taieb Baccouche al termine di un incontro a Tunisi con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Baccouche ha poi rinnovato "la disponibilità della Tunisia a collaborare con l'Algeria e i paesi della regione" per far fronte alla crisi libica. Baccouche ha infine aggiunto che nel colloquio con Gentiloni è stato affrontato il tema della sicurezza e del "pericolo rappresentato dai terroristi in tutta la regione".

9:00 - Il premier libico del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, Abdullah al Thani, ha accusato Stati Uniti e Unione Europea di "non voler armare l'esercito libico nonostante siano a conoscenza di come arrivino le armi alle milizie armate presenti nel paese". Intervistato dall'emittente televisiva al Arabiya, il premier libico ha spiegato che "loro hanno informazioni precise sull'arrivo di armi alle milizie e nonostante questo si rifiutano di armarci. Gruppi come Alba della Libia e altri estremisti ricevono armi dall'estero". 

8:20 - Lo Stato islamico in Libia ha diffuso un video nel quale appaiono due uomini presentati come gli esecutori dell'attentato all'Hotel Corinthia del 17 gennaio a Tripoli. Si tratta di un video testamento di due degli attentatori che tengono un discorso prima di partire per compiere questo attacco terroristico. I due, Abu Suleiman sudanese, che sembra essere molto piccolo di età, e il secondo Abu Ibrahim tunisino, appaiono col volto coperto e minacciano il governo di Tobruk sostenendo di voler fare in Libia come in Siria e in Iraq. 


Lunedì 23 febbraio

19:30 -  Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con il collega libico Mohamed Al-Dairy, del governo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale. Nel corso della conversazione è stato ribadito l'impegno per un governo di unità nazionale e la preoccupazione condivisa per la presenza di terroristi in Libia. Gentiloni ha manifestato il forte auspicio che il Parlamento di Tobruk continui a collaborare con il processo negoziale guidato da Bernardino Leon. Oggi è arrivato un nuovo duro colpo ai tentativi, iniziati lo scorso anno e finora infruttuosi, dell'inviato speciale dell'Onu, nella ricerca di una via d'uscita al caos libico: il governo del premier Abdullah al Thani, legato al parlamento di Tobruk, ha deciso di sospendere i colloqui con i rivali islamisti di Tripoli. La notizia è giunta a soli tre giorni dall'attesa nuova tornata di negoziati sotto egida Onu in programma giovedì a Rabat.

Il rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Nato, Douglas Lute, nel corso di una tavola rotonda all'ambasciata Usa a Roma ha confermato che non ci sono piani di intervento Nato in Libia. 

9:54 - È stato raggiunto un accordo preliminare tra le milizie di Misurata e quelle di Zintan, nell'ovest della Libia, per il raggiungimento di una tregua in quella regione del paese. Secondo quanto riferisce il quotidiano algerino "el Khabar", l'accordo prevede la riapertura dei corridoi di transito tra le due città libiche per l'arrivo degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri. Intanto il tribunale d'Appello di Tripoli ha deciso di rinviare a marzo il processo contro i gerarchi del regime di Muammar Gheddafi alla luce della mancanza di sicurezza che si registra nel paese.

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Domenica 22 febbraio

20:00 - L'Italia è in prima linea in Libia ed è "in grado di intervenire": la priorità adesso è sul campo della diplomazia, per favorire una soluzione politica, ma "un domani" si potrà guidare anche un possibile intervento di peacekeeping. Al momento, comunque, il nostro Paese "non e' sotto attacco". Il premier Matteo Renzi, in un'intervista ribadisce l'impegno alla leadership italiana nella crisi libica, pur utilizzando toni rassicuranti: "Voglio dare un segnale di tranquillità all'Italia", in Libia "conosciamo come stanno le cose" perché "siamo i numeri uno" a livello di intelligence e "siamo in grado di intervenire", spiega, precisando allo stesso tempo che "non siamo sotto attacco" dell'Isis, "in questo momento non così forte in Libia come vuol far credere". Anche se, puntualizza, "non possiamo sottovalutare niente". Così, mentre l'Egitto prosegue le sue operazioni militari sul terreno - il presidente Sisi è tornato a chiedere una "forza araba unificata" antiterrorismo - la comunità internazionale, Italia compresa, resta concentrata sui negoziati tra le parti in Libia, per favorire la nascita di un governo di unita' nazionale che faccia fronte comune contro l'Isis.

19:30 - Due ordigni sono esplosi questa mattina a Tripoli, in attentato rivendicato dall'Isis,  davanti alla residenza dell'ambasciatore iraniano in Libia, Hossein Akbari.  "Le bombe erano a terra, sono esplose in successione", ha spiegato il colonnello Jumaa al-Mashri, della sicurezza libica. Molti Paesi, tra cui l'Italia, sono stati costrette a chiudere temporaneamente le loro sedi diplomatiche nel Paese, ormai in preda a una guerra civile che nelle ultime settimane ha visto anche l'ingresso dei miliziani dell'Isis a Sirte.

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Venerdì 20 febbraio

17:00 - L'attentato di oggi a Derna sarebbe stato condotto da un saudita, Abu Abdullah al Jazraoui, e da un libico, Battar al Libi. "Due cavalieri del Califfato - si legge nella rivendicazione - hanno eseguito il loro martirio" contro le forze del generale Khalifa Haftar, che guida le operazioni contro le milizie islamiste nell'est del Paese. L'attacco è stato condotto "nell'area della Montagna verde" per vendicare "i martiri musulmani di Derna", ha fatto sapere l'Isis in un comunicato. Il riferimento è alle oltre 60 persone uccise nei raid aerei condotti sulla roccaforte libica dell'Isis dall'Egitto e dalle forze di Haftar in risposta all'esecuzione di 21 cristiani copti egiziani. Si tratta, precisano gli jihadisti, "di un messaggio per chiunque cercherà di attaccare i soldati del Califfato e tutti i musulmani". "Chiediamo ad Allah di accettare i nostri martiri" insieme al "popolo di Derna", conclude il comunicato dell'Isis

14:20 - Governo e Parlamento di Tobruk, ovvero gli organismi del Paese riconosciuti a livello internazionale, hanno respinto una proposta avanzata da "ambienti occidentali" e Onu sulla formazione di un governo di unità nazionale libico entro una settimana per combattere l'Isis. In particolare, secondo quanto riferito da fonti libiche, la proposta prevedeva di inserire nell'esecutivo i Fratelli musulmani, con il "congelamento" del parlamento di Tobruk e il correlato obiettivo di far "sparire il generale Khalifa Haftar dalla scena politica".

13:00 - È di 40 morti e 70 feriti il bilancio provvisorio del triplice attentato suicida effettuato stamane da Stato islamico (Isis) ad al Qubah, a soli 35 km dalla loro roccaforte di Derna nell'est della Libia, dove sono esplose simultaneamente tre autobombe. Secondo fonti locali, l'attentato ha colpito il quartier generale della sicurezza e una stazione di servizio. Molte delle vittime sarebbero civili. Al Qubah si trova a metà strada tra Derna, roccaforte dello Stato islamico nell'est della Libia, e Beida, dove ha sede il governo di Abdullah al Thani, espressione della Camera dei rappresentanti di Tobru

9:30 - Lo Stato islamico ha annunciato il coprifuoco a Sirte questa mattina dopo aver occupato la sede dell'emittente radiofonica locale. Lo riferisce l'emittente Sky News Arabia, secondo la quale i miliziani dello Stato islamico hanno avvertito i residenti di Sirte che il coprifuoco inizierà dopo la preghiera dell'Ishaa, prevista alle 20 ora locale. Il gruppo jihadista ha preso ieri il pieno controllo della città, occupandone l'universita' e tutti gli edifici pubblici. Due giorni fa, inoltre, la cellula locale del gruppo di Abu Bakr al Baghdadi aveva pubblicato un video relativo a una parata dei miliziani nella città libica. 

Giovedì 19 febbraio

16:40 - Lo Stato islamico ha preso nelle ultime ore il "completo controllo di Sirte", in Libia. È quanto riferisce il sito web egiziano al Wasat, citando fonti all'interno della città. Gli jihadisti hanno conquistato l'Università di Sirte e gli edifici pubblici che erano rimasti fuori dal loro controllo. Mercoledì, inoltre, la cellula locale del gruppo di Abu Bakr al Baghdadi ha pubblicato il video relativo a una parata dei miliziani nella città libica. I miliziani islamisti di Misurata non sono quindi riusciti a riconquistare la cittàe di Sirte, doveva avevano inviato 2.800 uomini per chiedere la resa degli jihadisti.

15:30 - Il sottosegretario Marco Minniti è al Cairo "per consegnare al presidente" egiziano Abdel Fatah al Sisi "un messaggio del primo ministro" Matteo Renzi. Lo riferiscono fonti aeroportuali e il sito del quotidiano governativo Al Ahram. Al centro della missiva la situazione e la strategia in Libia. Una "fonte informata egiziana" ha precisato che "il messaggio riguarda gli ultimi sviluppi inLibia e i passi egiziani per creare una coalizione internazionale al fine di far fronte alla formazione terroristica in Libia". Il messaggio verte anche "sulle relazioni fra i due paesi i mezzi per rinforzarli in diversi campi".

11:00 - Sale la tensione con il Qatar dopo la decisione del governo di richiamare il suo ambasciatore in Egitto "per consultazioni" in seguito alle tensioni che si sono create dopo gli attacchi egiziani contro le postazioni dell'Isis in Libia. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Qna. L'agenzia spiega che a irritare il Qatar sono state le parole dell'inviato egiziano alla Lega Araba, Tareq Adel, il quale, criticando il Qatar per le sue riserve in ordine ai raid aerei egiziani, ha accusato Doha di sostenere i terroristi. L'accusa a Doha di sostenere dietro le quinte gli islamisti aveva già avvelenato lo scorso anno le relazioni tra i ricchi emirati e monarchie petrolifere del Consiglio di Cooperazione del Golfo. L'agenzia aggiunge che il ministero degli Esteri qatarino aveva espresso, in seno alla Lega Araba, le sue perlessità in ordine alla decisione unilaterale dell'Egitto di effettuare i raid senza prima consultare gli altri Stati arabi.

7:00 - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dedicato una riunione fiume alla Libia, mentre l'Egitto è  tornato a martellare i jihadisti dell'Isis che in territorio libico commettono atrocità e rilanciano minacce. "Siamo pronti a contribuire al monitoraggio di un cessate il fuoco e al mantenimento della pace, pronti a lavorare all'addestramento delle forze armate in una cornice di integrazione delle milizie in un esercito regolare e per la riabilitazione delle infrastrutture", ha detto al Consiglio di Sicurezza il Rappresentante Permanente italiano Sebastiano Cardi.

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La conferma arriva anche dal ministro degli interni Angelino Alfano che a Washington ha sottolineato come "noi siamo parte di una comunità internazionale e siamo pronti a fare la nostra parte. Ma ogni ragionamento che individui un'azione specifica è prematuro, e in questo momento fuori luogo". Alfano ha anche parlato della minaccia di infiltrazioni con i barconi di immigrati. "Non c'è traccia reale di un nesso tra immigrazione e terrorismo. Ma non si può escludere nulla".

In Consiglio di Sicurezza il ministro degli esteri egiziano Sameh Shoukry si è unito alla richiesta del governo libico di Tobruk per la fine dell'embargo delle armi e ha aggiunto quella di un blocco navale per impedire che spedizioni navali di armi arrivino in aree fuori dal controllo delle autorità libiche legittime.

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Mercoledì 18 febbraio

23:00 - L'Egitto chiede all'Onu di togliere l'embargo delle armi alla Libia. La richiesta, avanzata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, è sostenuta anche dal ministro degli Esteri libico, Mohamed Dayri, allo scopo di creare un efficace esercito nazionale contro il terrorismo. L'Egitto, con il suo ministro degli Esteri, Sameh Shukri, chiede anche un blocco navale per tagliare i rifornimenti di armi a quelle aree del Paese non controllate dal Governo legittimo.

20:25 - Escalation egiziana in Libia: le forze armate egiziane hanno lanciato un attacco via terra contro Derna, la capitale libica del Califfato, dopo due giorni di pesanti raid aerei contro l'Isis. Stime ufficiose parlano di "155 jihadisti uccisi" nel raid e altri 55 catturati e trasferiti in Egitto. Mentre Sirte, dopo una ridda di voci incontrollate, resta ancora sotto il controllo dello Stato islamico. A entrare in azione all'alba a Derna sarebbero state le forze speciali, elitrasportate dalla base militare di Marsa Matrouh, la localita' balneare a 200 chilometri dal confine occidentale con la Libia. Diverse fonti egiziane affermano che nel blitz è stata interamente distrutta una base operativa dell'Isis. Poche ore dopo l'assalto delle teste di cuoio, Abdel Fattah al-Sisi ha visitato la base militare, ha "ispezionato la situazione di sicurezza e si è aggiornato sulla prontezza delle forze militari", hanno riferito fonti ufficiali.

18:53 - I raid aerei lanciati ieri dalla coalizione islamista Alba della Libia contro la città di Zintan, roccaforte delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar nell'ovest del paese, ha colpito la pista d'atterraggio utilizzata per voli civili. È quanto riferiscono oggi fonti locali, secondo cui i raid sono avvenuti mentre due aerei si preparavano a decollare dallo scalo. Il sito web Libya Herald sostiene anche che siano stati colpiti il centro della città e una vicina autostrada, senza che tuttavia siano state registrate vittime. Gli attacchi potrebbero essere stati condotti dagli islamisti attraverso caccia recuperati all'aeroporto di Tripoli e rimessi in sesto da Alba della Libia, che dallo scorso agosto occupa la capitale. 

16:00 - Quella dei terroristi infiltrati sui barconi è un'ipotesi di scuola da tempo all'attenzione di intelligence e forze di polizia. Tra le migliaia di persone sbarcate in Italia in molti provengono da aree di conflitto come Siria, Iraq, Somalia. E, fra tanti in fuga da guerre, persecuzioni e povertà, potrebbe esserci anche qualcuno indottrinato alla jihad, che arriva con intenzioni ostili verso l'Occidente. Finora, però, non esiste alcuna evidenza di terroristi entrati in Italia a bordo di barconi. E fonti di sicurezza fanno piuttosto notare come gli ultimi attentati avvenuti in Europa, da Parigi a Copenaghen, siano stati portati a termine da cittadini con passaporto europeo, non da immigrati.

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