Ma l’obiettivo russo in Siria non è lo Stato Islamico

La strategia moscovita mira a proteggere l'agonizzante regime di Assad, non a ingaggiare una battaglia contro l'Isis

 

Per Lookout news

Funzionari del Pentagono affermano che i satelliti degli Stati Uniti hanno rilevato un drone russo e diversi aerei con pilota in volo sopra i cieli della Siria occidentale. Secondo gli esperti, si tratta di voli di ricognizione in preparazione di un possibile attacco.

 I voli hanno interessato la provincia occidentale di Idlib, roccaforte dei jihadisti di Jabhat Al Nusra, il cui capoluogo è stato espugnato all’inizio del 2015, mentre il resto dell’area è stato definitivamente conquistato il 9 settembre, quando è caduta anche l’ultima base militare del regime.

 Queste rilevazioni suggeriscono che le operazioni militari della Russia si concentreranno inizialmente sulle aree controllate dagli oppositori del regime. Dunque, non contro lo Stato Islamico, che invece domina la provincia di Raqqa.

 

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 Secondo le rilevazioni del Pentagono, nella base militare di Latakia, Mosca disporrebbe già di circa 28 aerei da combattimento, 26 elicotteri, 500 soldati, nove carri armati T-90, e abitazioni modulari sufficienti per ospitare un totale di 2.000 soldati. “Ma non sappiamo ancora quale sia il loro intento”, sostengono oggi a Washington.

 Il punto è però che la strategia di Mosca è improntata a sorreggere il regime agonizzante di Assad mentre, per il momento, non intende affatto ingaggiare un inutile conflitto contro lo Stato Islamico che, di fatto, ha fermato la propria avanzata (né d’altronde il Cremlino ha mai menzionato l’Iraq, dove ISIS mantiene ormai saldamente larghe porzioni di territorio nel nord del paese, avversato solo dai curdi e dai soldati dell’esercito iracheno).

 Mentre i jihadisti di Al Nusra e altre fazioni ribelli manovrano per prendere del tutto Aleppo e, possibilmente, arrivare a Latakia, respingendo anche i russi con una manovra che punta a tagliare in due la strada tra Latakia e il porto di Tartus, dov’è il grooso della marina russa. Mentre la battaglia per Damasco, per adesso, è rimandata.

 “Le forze militari russe in Siria sono forze di occupazione e, come tali, le combatteremo” ha affermato Jaysh al-Islam, tra i più potenti gruppi ribelli salafiti che fanno parte del “Fronte Islamico”, una sigla che comprende numerose fazioni che non hanno aderito al Free Syrian Army. Jaysh al-Islam ha dichiarano anche di aver “attaccato l’aeroporto Bassel Al Assad, divenuto ormai una base russa”.

 

 

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