In Siria c’è un’Università degli hacker?

Le indiscrezioni sul Syrian Electronic Army e la particolare formazione dei suoi adepti Vi ricordate “Hack a server” la scuola per hacker nata in Romania? Pare che la formazione sul campo, categoria smanettoni del web, sia molto richiesta …Leggi tutto

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Le indiscrezioni sul Syrian Electronic Army e la particolare formazione dei suoi adepti

Vi ricordate “Hack a server” la scuola per hacker nata in Romania? Pare che la formazione sul campo, categoria smanettoni del web, sia molto richiesta e porti risultati significativi. Viste le ultime azioni e violazioni degli hacker d’Oriente, meglio conosciuti come Syrian Electronic Army (SEA), qualcuno si è chiesto come operino questi hacker, se alla maniera apparentemente disunita di Anonymous o più come ramo d’esercito come gli Apt 1cinesi. Il gruppo, che ha espresso più di una volta il sostegno al presidente siriano Bashar al-Assad, ha svelato la sua missione e formazione attraverso il sito ufficiale: “L’esercito ha continuato a sviluppare le proprie competenze al fine di scoprire fatti che non erano noti e che potrebbero  influire sull’opinione del pubblico internazionale”.

Ma come si sviluppano queste speciali competenze in Medio Oriente? Proprio sul sito ufficiale è possibile avere un sacco di informazioni su quello che fanno e anche il modo di unirsi. In una intervista al sito Vice un membro del gruppo aveva detto: “Siamo tutti giovani siriani che hanno ciascuno le necessarie competenze informatiche specialistiche, come la progettazione di hacking e grafica. La nostra missione è quella di difendere il nostro orgoglio e amato paese Siria contro una sanguinosa guerra mediatica”.

Si può ipotizzare un’università di hacker in Siria? Il 14 maggio Matthew Keys, licenziato dal ruolo di Social Media Editor alla Reuters dopo le accuse di cospirazione con gli Anonymous, aveva scritto su Twitter: “Il membro del Syrian Electronic Army conosciuto come Shadow ha detto che i quattro hacker sono universitari e studenti scolastici che vivono in Siria anche se in zone differenti”.

Secondo un report di DigitalTrends, gli hacker opererebbero direttamente da dietro i banchi: “Lo fanno dalla comodità delle loro case, scuole, uffici: proprio come Anonymous”. Già Anonymous, che siano loro i “professori”?

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