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Esteri

Kerry: "Nel suo impegno per la coalizione, l'Italia è stata grandiosa"

Dal Segretario di Stato statunitense gli elogi per il ruolo e la posizione italiana nella guerra all'Isis

Si sono conclusi, alla Farnesina, i lavori del terzo vertice della coalizione internazionale anti-Isis in formato small group co-presieduta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal segretario di stato americano John Kerry.

Al tavolo, i ministri degli Esteri di 23 Paesi, europei, occidentali e della regione maggiormente impegnati nella Coalizione globale per il contrasto a Isis e l'Alto Rappresentante Ue.

"L'Italia è stata grandiosa. Il suo impegno nella coalizione è uno dei più grandi in termini di persone, di contributi finanziari e militari in Iraq e, in particolare, per il suo ruolo di leadership in Libia nel processo di formazione del governo". Ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry al termine della riunione della Coalizione anti-Isis a Roma.

"Il mondo si aspetta sicurezza da noi e noi distruggeremo l'Isis". Ha aggiunto il segretario di Stato americano John Kerry nel suo intervento. Che poi ha voluto precisare che "Obama non vuole un'invasione su larga scala in Siria, a meno che di armi di distruzioni di massa o di eventi particolari", aggiungendo che questo vale "al momento" anche per la Libia.

Alla ricerca della pace

In Siria è in atto una "catastrofe umanitaria mai vista dalla Seconda Guerra Mondiale". Lo ha denunciato il segretario di stato Usa, John Kerry, ricordando che a Madaya la gente muore di fame, "una tattica di guerra contro la legge usata ogni giorno da Assad".

Kerry ha ricordato l'importanza dei colloqui di pace in corso a Ginevra, "un'opportunità che non abbiamo avuto negli ultimi mesi" e ha invocato un immediato "cessate il fuoco, l'assedio delle città e l'accesso umanitario nelle zone designate dall'Onu"

"La guerra contro l'Isis va vinta con le forze sul terreno, quindi truppe irachene e curde" e in questo ambito l'Italia "ha un ruolo chiave nell'addestramento delle forze di sicurezza locali".

Impegno militare ed economico

Kerry ha ricordato anche come l'impegno della coalizione contro l'Isis negli ultimi mesi "stia facendo la differenza", l'Iraq è riuscita a riprendere Ramadi, in Siria migliaia di chilometri di territorio sono stati liberati, decine di leader jihadisti di medio e di alto livello sono rimasti uccisi nei raid da maggio.

Adesso, ha aggiunto, "dobbiamo fare maggiori progressi e non dare respiro all'Isis".

Accanto all'impegno militare, servirà un maggiore impegno economico per aiutare a ricostruire le città liberate a rimuovere migliaia di mine sul terreno, ha aggiunto Kerry rendendo noto che ieri l'Afghanistan ha deciso di unirsi alla coalizione anti Isis, che oggi conta sessantasei Paesi.

In conclusione, il Segretario di Stato Usa ha ricordato di aver "chiesto ai Paesi della coalizione di dare nuovi contributi" alla lotta all'Isis "in base a ciò che ciascuno può fare, dai raid alla logistica all'intelligence. Mi aspetto che quando ci incontreremo a Monaco per la conferenza sulla sicurezza ogni paese avrà chiaro che tipo di contributo potra' dare".

A conclusione dei lavori, il ministro Gentiloni ha sottolineato come ci siano stati "passi in avanti sul terreno rispetto al vertice di Parigi. Ma non serve alcun trionfalismo, in Iraq bisogna continuare l'impegno militare".


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