Jean-Claude Juncker
Esteri

Strasburgo, Juncker rilancia la ripresa economica dell'Europa

"Siamo al quinto anno di crescita": il vento è tornato nelle vele europee. Sull'immigrazione parole di lode all'Italia: "Ha salvato il nostro onore"

Sull'economia dell'Europa soffia un vento nuovo, positivo. A dirlo è Jean-Claude Juncker, durante il suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione a Strasburgo, nella sessione plenaria del Parlamento europeo. 

Dalla ripresa economica alla sfida dell'immigrazione, ecco le tematiche affrontate dal presidente della Commissione europea nella mattinata del 13 settembre, davanti a un'aula affollata e piena in quasi tutti i suoi 751 posti.

La ripresa economica

"Siamo al quinto anno di crescita economica", rivendica Juncker, parlando di una crescita ora vicina a quella degli Stati Uniti, con il +2,2% per la zona Euro.

"Il vento è tornato nelle vele europee": è il suo messaggio di ottimismo, che sembra in linea con la ventata di positività che aleggia anche sull'economia italiana, con il Pil aumentato dell'1,5% nel secondo trimestre del 2017 e un rafforzamento delle prospettive di crescita, segnalato anche dall'Economist nell'articolo recente "Qualche buona notizia dall'Italia". 

"Abbiamo ripreso slancio", prosegue Juncker. "Le prospettive economiche sono migliorate, siamo al quinto anno di una ripresa economica che finalmente si fa sentire in ogni Stato membro. La disoccupazione è ai livelli più bassi da nove anni". 

La crisi economica sembra ormai alle spalle: "Dieci anni dopo che la crisi ha colpito, l'economia europea rimbalza".

L'immigrazione e il ruolo chiave dell'Italia

Inevitabile il riferimento alla sfida europea più grande del momento: la gestione dei flussi migratori. E inevitabile anche citare l'Italia, a cui sono andate parole di lode: "Non posso parlare di migrazione senza pagare tributo all'Italia per la sua perseveranza e generosità. Nel Mediterraneo l'Italia ha salvato l'onore dell'Europa".

E poi la bacchettata alla Libia: "Sono basito dalle condizioni disumane che prevalgono nei centri di accoglienza in Libia. L'Ue ha una responsabilità collettiva e la Commissione lavorerà con l'Onu per non far perdurare questa situazione scandalosa". 

Il presidente della Commissione europea annuncia anche un'intensificazione dei rimpatri: "Le persone che non hanno il diritto di soggiornare in Europa devono tornare nel loro Paese di origine". Oggi "solo il 36% dei migranti in situazione irregolare" viene rimpatriato: "Dobbiamo intensificare significativamente la nostra azione", è lo sprone di Juncker. E ancora: "Solo in questo modo l'Europa potrà dar prova di solidarietà nei confronti dei rifugiati che hanno bisogno di protezione". 

Euro per tutti e ministro europeo dell'Economia

Anche il ruolo dell'euro nell'Ue è al centro del discorso di Juncker: "Se vogliamo che l'euro unisca il nostro continente invece di dividerlo, non deve essere la moneta di pochi Paesi eletti. Il destino dell'euro è diventare la moneta di tutta l'Unione europea".
Juncker annuncia anche la creazione di uno "strumento di pre-adesione all'euro" che dia un aiuto finanziario a tutti gli Stati membri che lo chiedono. 

Propone inoltre di istituire un "ministro europeo dell'Economia e delle Finanze" che "dovrebbe coordinare tutti gli strumenti di finanziamento dell'Ue per permettere a uno Stato membro di uscire da una grave crisi o di una recessione". 

Turchia ancora fuori dall'Unione

L'adesione della Turchia all'Unione europea? Almeno per il momento non se ne parla. Juncker ricorda che l'Ue è fondata su regole di democrazia e Stato di diritto che devono essere rispettate. "Questo esclude per ora un'adesione della Turchia", sostiene il presidente della Commissione, "la Turchia si allontana a passi da gigante dall'Europa".

Juncker ha comunque promesso di tendere la mano "al grande popolo turco e a tutti quelli che vogliono lavorare con noi".


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