Esteri

Israele al voto: Netanyahu rischia

Secondo i sondaggi il primo ministro, ai ferri corti con Obama e sempre più impopolare in patria, potrebbe perdere le elezioni del 17 marzo

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu – Credits: Lior Mizrahi/Getty Images

Appuntatevi questo nome: Isaac Herzog. Ha 55 anni, è un avvocato ed è figlio del sesto presidente israeliano, il generale Chaim Herzog, nonché nipote di un rabbino capo d’Israele. Come il suo rivale Benyamin Netanyahu alle elezioni del prossimo 17 marzo, ha studiato negli Stati Uniti d'America. A differenza del suo rivale, però, verso il quale Brack Obama nutre ricambiato la massima disistima, non condivide la linea isolazionista dell'attuale premier israeliano. Pensa che Israele abbia bisogno di rinsaldare i legami con gli Stati Uniti (da cui lo Stato ebraico riceve ogni anno circa 3 miliardi di dollari) sulle questioni più calde, dal nucleare iraniano al rapporto con la Siria di Assad.

UNIONE SIONISTA VS LIKUD
Se gli ultimi sondaggi non fossero clamorosamente smentiti dai risultati reali, potrebbe essere lui, il capo dell'Unione sionista (centrosinistra) nata a fine 2014 dalla allenza tra lo storico Labour Party e i neocentristi di Hatnuah, il prossimo premier dello Stato ebraico. Almeno, per i primi due anni di mandato, quando dovrebbe succedergli - in base all'accordo siglato con la leader di Hatnuah - l'ex ministro Tzipi Livni, entrata in rotta di collisione con il premier, un suo ex compagno di partito del Likud di cui la Lvni ha criticato la linea oltranzista  ed estremista. Per farsi un'idea di come potrebbero finire le elezioni israeliane guardate questo grafico realizzato da Haaretz, uno dei più autorevoli quotidiani israeliani. La sorpresa potrebbe veire anche dalla coalizione progressista tra Haddash e alcuni partiti arabi, che potrebbero ottenere 14 dei 120 seggi della Knesset.

 

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Proiezioni sui seggi in base ai sondaggi – Credits: HAARETZ

LEGENDA
Il Likud è lo storico partito di centrodestra israeliano guidato da Bibi Netanyahu, oggi alleato cin una serie di partiti ortodossi e religiosi.

L'Unione sionista è la coalizione di centrosinistra guidata  dal ticket Herzog-Livni. È favorevole a un riavvicinamento agli Stati Uniti, promette un nuovo welfare che possa risolvere la grave crisi abitativa dello Stato e sostiene una ripresa dei negoziati con i palestinese di Abu Mazen.

Habayit Hayenudi, traducibile come Patria Ebraica, è una formazione religiosa vicina ai coloni che fa parte del governo Netanyahu. Il suo leader più conosciuto è il ministro ultranazionalista Naftali Bennet, contrarissimo al processo di pace e favorevole alle esenzioni dal servizio militare degli studenti ortodossi.

La Joint List è un partito di sinistra che ha le sue origini nel Partito comunista israeliano, favorevole al processo di pace e all'evacuazione delle colonie dalla West Bank.
Kulanu è una nuova formazione neocentrista guidata dall'ex ministro delle Telecomunicazioni del Likud Moshe Kahlon, che non ha voluto entrare nella coazlizione di governo di Netanyahu.

Yisrael Beiteniu è un partito di destra laica e nazionalista che si rifà agli insegnamenti di Zev Jabotinsky, il fondatore del sionismo revisionista, molto vicino agli immigrati ebrei di origine russa. Contrario al processo di pace, ma favorevole in linea teorica alla nascita di uno Stato palestinese, ipotizza trasferimenti dei cittadini arabo-israeliani sulla base dello sloagan No loyality, no citizenship e annessioni delle aree popolate dai colini nei nei Territori occupati. Fondato dal ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, Yisrael Beiteniu è ben rappresentato nell'attuale coalizione di governo dove conta, oltre al ministro degli Esteri, anche il ministro dell'Interno e quello dell'Energia.

Yesh Atid è un partito politico israeliano centrista e laico fondato dall'ex giornalista Yair Lapid nel gennaio del 2012. In seguito alle elezioni legislative del 2013 è diventato, a sorpresa, la seconda forza politica del paese riuscendo ad ottenere 19 seggi sui 120 della Knesset ed è entrato nel governo presieduto da Netanyahu.

Shas è un partito fondato nel 1984, che rappresenta principalmente gli Ebrei ultra ortodossi Sefarditi e Mizrahi, quasi tutti profughi dai paesi arabi nei primi dieci anni dopo l'indipendenza d'Israele.  All'opposizione, rappresenta istanze ultraortodosse.

Yahad è guidato da Eli Yishai, un ex leader dello Shah, su posizioni utraortodosse. Alle elezioni del 2015 è alleato con Otzma Yehudit, una piccola formazione di estrema destra ultranazionalista.

Meretz, cui i sondaggi assegnano cinque seggi, è lo storico partito degli arabo-israeliani, il 10-20% della popolazione dello Stato ebraico. 

United Torah Judaism è una coalizione ultraortodossa ata nel 1992 favorevole al rilancio del processo di colonizzazione dei Territori, considerati terra sacra di Israele.


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