Esteri

Israele-Palestina: "Vincono solo le forze del caos"

Parla Shlomo Brom, analista dell'Università di Tel Aviv: "E' una guerra dove non ci sono vincitori, ma solo sconfitti" - I video: 1  - 2  -  Foto  - Il dubbi di Obama  - Verso l'escalation?

Un'immagine dei bombardamenti israeliani su Gaza – Credits: MOHAMMED ABED/AFP/Getty Images

Il ritrovamento dei corpi dei tre giovani israeliani scomparsi il 12 giugno in Cisgiordania rappresenta un colpo devastante ai complicati equilibri mediorientali. A uscire vincitrici dai sanguinosi eventi per il momento sono solo «le forze del caos» spiega Shlomo Brom (foto in alto), analista dell’Institute for national strategic studies dell’Università di Tel Aviv.

Chi trae vantaggio da questa situazione?

Perdono tutti. Israele perché non è riuscito a portare a casa i giovani. L’Autorità nazionale palestinese perché, nel mezzo di un processo per raggiungere l’unità nazionale, Hamas l’ha pugnalata alle spalle. Quanto a Hamas, perde perché è stata indebolita dall’operazione militare israeliana in Cisgiordania. Stanno vincendo le forze del caos, gruppi anche più estremisti di Hamas, quelli che lanciano i razzi da Gaza su Israele.

Nel lungo periodo, come reagirà Israele agli eventi delle ultime ore?

I colloqui tra israeliani e palestinesi si sono interrotti e non andranno avanti perché c’è una enorme sfiducia tra le due parti. E nonostante Abu Mazen abbia pronunciato parole coraggiose nelle scorse settimane, dicendo cose che nessun leader palestinese aveva mai detto prima, purtroppo non sta avendo successo tra la sua opinione pubblica. Tutto questo dà una spinta a chi cerca di allargare le distanze.

Come ne risentono i rapporti tra Hamas e Fatah?

L’interesse di Hamas è quello di trovare un accordo con Fatah, anche perché occorre qualcuno che paghi i salari ai funzionari pubblici di Gaza.

Israele accusa Hamas di aver rapito e ucciso i ragazzi, Hamas non nega né conferma. E l’Anp si trova in mezzo: come reagirà?

Potrebbe riconsiderare gli accordi con il movimento islamista, anche se Abu Mazen ha un modo solo di raccogliere sostegno: spingere per l’unità nazionale.

Pensa che ci sia una rottura dentro Hamas e che una cellula possa aver agito senza il consenso della leadership?

La questione non è se la leadership sapesse dell’operazione, ma se fosse a conoscenza delle tempistiche. La leadership determina la linea politica, che da anni è la stessa: «È giusto sequestrare israeliani per ottenere in cambio prigionieri palestinesi». Per Hamas, la tempistica ora era sbagliata. 

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