Due moschee nella zona centrale di Sanaa, capitale dello Yemen sotto il controllo del movimento sciita Huthi, sono state attaccate questa mattina da attentatori suicidi che si sono fatti esplodere durante la preghiera del venerdì. 
Gli attacchi sono stati rivendicati dall'Isis: lo afferma il sito Site Intelligence Group, che monitora l'attività dei jihadisti online.

I morti sono centinaia
Sale di minuto in minuto e vertiginosamente il bilancio delle vittime: secondo fonti delle autorità locali, citate dal corrispondente della Cnn, è arrivato ad almeno 130 morti. Circa 300 i feriti.

Secondo alcune testimonianze, sono due i kamikaze che si sono fatti saltare in aria all'esterno delle moschee, nel centro della città.

I due luoghi di culto sono frequentati da dirigenti e sostenitori degli Huthi, i ribelli sciiti che dal settembre scorso controllano Sanaa e che in gennaio hanno sciolto Parlamento e governo.

Sotto il tiro di Al Qaida
Gli Huthi, come le forze armate regolari, sono presi di mira in attacchi e attentati compiuti dal Al Qaida nello Yemen, che gli Usa considerano la branca più pericolosa della rete terroristica a livello planetario.

Il doppio attentato odierno è stato compiuto all'indomani di scontri a Aden, nel Sud del Paese, tra truppe fedeli rispettivamente al presidente Abed Rabbo Mansur Hadi e al suo predecessore Ali Abdullah Saleh.

Hadi si è rifugiato a Aden, la ex capitale dello Yemen del Sud, nel febbraio scorso, dopo essere fuggito da Sanaa, dove gli Huthi lo tenevano agli arresti domiciliari.

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