Una nuova, terribile notizia choc arriva da Rita Katz, direttrice del Site, su Twitter. L'Isis ha diffuso un video in cui un bambino, che secondo le ultime notizie sarebbe francese come l'uomo accanto a lui, in tuta mimetica e a volto scoperto, partecipa all'uccisione di una presunta spia del Mossad, il palestinese Mohammad Ismail. Anzi, è l'omicida. Prende tra le mani la pistola alle spalle del prigioniero in ginocchio nella sua tuta arancione, gli spara prima in fronte, poi al corpo, e una volta a terra gli dà il colpo di grazia.

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Nel video si vedono due giovanissimi. Il boia e la vittima hanno pochi anni di differenza, ma entrambi sono diventati strumento di propaganda dei tagliagole di Abu Bakr al Baghdadi. Il ragazzino, dall'apparente età di 10-12 anni, e Muhammad Said Ismail Musallam, che di anni ne ha 19, accusato dai jihadisti di essere una spia del Mossad.

Accanto ai due c'è anche un adulto, che in francese lancia minacce agli ebrei e a Israele. Il filmato di "un'immoralità senza limiti", commenta Katz, che su Twitter ne ha diffuso alcuni fotogrammi, è costruito nello stesso "stile" sofisticato di quello che mostrava l'atroce morte del pilota giordano, bruciato vivo in una gabbia.

 


Chi era Muhammad Said Ismail Musallam

Muhammad Said Ismail Musallam era stato "intervistato" un mese fa dalla rivista dell'Isis, Dabiq, su cui il giovane palestinese "ammetteva" di essere una spia del Mossad. Il ragazzo raccontava di essere stato addestrato a Gerusalemme est e poi di essere stato reclutato da un certo agente "Miro" per una "missione importante" in Siria, nelle terre conquistate dallo Stato islamico.


I genitori di Muhammad Said Ismail Musallam in un video del Guardian

Muhammad sarebbe partito lo scorso ottobre per la Turchia, prima di raggiungere la Siria per "arruolarsi" nell'Isis e poi essere scoperto. "Mai abbiamo avuto legami con i servizi israeliani", hanno smentito i familiari a Gerusalemme est. Muhammad, hanno sottolineato, è un ragazzo per bene, fino a pochi mesi fa volontario nei vigili del fuoco. È vero - è la loro versione - è partito di nascosto per entrare nell'Isis in Siria, ma voleva rientrare. Privato del passaporto, ha chiesto aiuti finanziari per fare defezione e tornare a casa. Ma è stato tradito e chiuso in una prigione al confine fra Siria e Turchia.

I bambini boia

Non è la prima volta che i jihadisti usano bambini per amplificare l'orrore. Solo due mesi fa, un altro video dell'Isis mostrava un altro bambino, sui 10 anni, sparare a sangue freddo a due ostaggi.

 
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