L'Isis controlla ormai più della metà del territorio siriano: una sterminata area desertica su cui insistono nove province, 95mila chilometri quadrati. E adesso la comunità internazionale trema per Palmira, la "perla del deserto", uno dei gioielli architettonici del Medio Oriente, ormai caduta interamente nelle mani dei jihadisti. La città è strategica sulla strada che porta a Damasco, da cui dista appena 210 chilometri. L'Isis ha assunto il pieno controllo di Palmira dopo una violenta battaglia andata avanti per ore e nella quale sono morte decine di civili. I jihadisti hanno anche preso il controllo del carcere, lasciando fuggire i detenuti, dell'ospedale, dell'aeroporto e del quartier generale dell'intelligence. Si contano decine di soldati di Assad morti e feriti, sono anche circolate foto di militari e civili decapitati dai miliziani. I soldati riusciti a fuggire sono stati costretti a ripiegare verso i villaggi di al Farqlas, Sawana e Khanifis.

LE FOTO DI PALMIRA, PATRIMONIO DELL'UMANITA' NELLE MANI DELL'ISIS

Finora non si ha notizia di distruzione nell'area monumentale di Palmira, le cui rovine romane con oltre mille colonne e torri funerarie sono incluse nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Ma i raid del regime hanno colpito stamane varie volte la città nuova (Tadmur, in arabo) e anche l'area archeologica. Non si sa se ci siano stati danni alle rovine. Le milizie jihadiste stanno imponendo in queste ore il coprifuoco nella città. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva al Maiadin, i seguaci di Abu Bakr al Baghdadi hanno chiesto alla popolazione di non uscire di casa, mentre alcuni attivisti siriani sui social network parlano di posti di blocco dei miliziani lungo le arterie principali della zona.

L'emittente tv del regime, al Ekhbariya, che trasmette da Damasco, assicura che la maggior parte degli abitanti della storica città siriana ha deciso di lasciare le proprie case e di allontanarsi prima dell'arrivo dei jihadisti. In particolare l'evacuazione sarebbe iniziata con la decisione dell'esercito di ritirarsi dalla zona che si trova nella provincia di Homs, nel centro della Siria, considerata strategica perche' punto di collegamento con l'est e l'ovest del Paese. Il controllo di Palmira avvicina ancora di più l'Isis alla capitale, oltre a far scattare l'allarme per il rischio di distruzioni nel sito archeologico di Palmira. L'Unesco ha avertito che sarebbe "un'enorme perdita per l'umanità. Come ha detto l'Ue, attraverso la vicepresidente Federica Mogherini, equivarrebbe a "un crimine contro l'umanità".

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