Aski kalak, Iraq
Esteri

Isis, la liberazione di Mosul è vicina. E l'Onu prepara i campi per i rifugiati

Barack Obama ha annunciato che la battaglia per liberare la seconda città dell'Iraq sta per iniziare. Le conseguenze sulla popolazione

Presto le truppe irachene, sostenute dagli Usa, libereranno la città di Mosul, la seconda città più grande del Paese, considerata la "capitale" dello Stato islamico in Iraq, 250 chilometri a nord di BAghdad. Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando prima del suo incontro con il premier iracheno Al Abadi, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Obama ha però ammonito in vista della battaglia: "Saranno momenti duri".

Già alla fine di agosto le Nazioni Unite avevano lanciato l'allarme: la battaglia per la liberazione della città, secondo le stime, porterebbe alla fuga di oltre un milione di profughi. Per fronteggiare l'impatto dell'offensiva militare a Mosul, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati spiega sul suo sito che saranno necessari nuovi campi profughi, in aree da individuare tutte nel nord dell'Iraq.

Nel frattempo, l'Isis ha dichiarato lo stato d'emergenza a Mosul, dopo i "misteriosi" omicidi verificatisi nelle ultime settimane, quasi tutti leader delle milizie islamiste, ad opera di sconosciuti: lo riferisce il sito Iraqi News, citando fonti locali della provincia di Ninive. Per questo motivo sarebbero state chiuse le principali strade della città che conducono ai quartieri residenziali dove si trova la leadership del gruppo jihadista. 

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